Informiamo i nostri gentili clienti che dal 5 agosto al 20 agosto l'azienda resterà chiusa per la pausa estiva. Per garantire la spedizione prima della chiusura, si prega di far pervenire gli ordini entro il 3 agosto.
Gli ordini effettuati dal 4 al 20 agosto saranno regolarmente evasi al momento della riapertura, a partire dal 21 agosto.
Torna Indietro

Tesoro io vado in vacanza e tu…

Le fronde degli alberi non hanno ancora perso tutte le loro foglie dorate e le luminarie natalizie fanno già capolino nei negozi. Qualcuno di voi penserà che sia assurdo organizzarsi per le festività, altri avranno già comprato qualche regalo, ma che facciate parte dell’uno o dell’altro gruppo, programmando dei viaggi natalizi potreste esservi chiesti:  “E se non accettassero i cani da nessuna parte, come possiamo fare con il nostro?”. So bene che molti di voi, sottovoce hanno risposto: “Non partiamo” oppure “Cambiamo meta”, ma poniamo il caso che sia necessario che voi partiate per le vacanze di Natale, in quella data precisa ed in quel luogo preciso, la questione “Dove lasciamo il cane” inevitabilmente qualche volta nella vita si pone e spesso è causa di tensioni famigliari. Proverò a fare un po’ di chiarezza in merito alle opzioni possibili per scegliere una struttura adeguata alle vostre esigenze. Per pura burocrazia, partirò dalle classiche pensioni per cani. Prima di lasciare il  vostro amico quadrupede, è sempre bene fare una visita per valutare alcune fondamentali questioni, questo tipo di costruzioni è spesso organizzato a box interni con possibilità di accesso all’esterno, l’ASL pone indicazioni precise rispetto alle misure e alla realizzazione della struttura, quindi l’ambiente spesso appare spoglio, sterile e privo di stimoli, talvolta il tocco dei proprietari riesce a prevalere e gli spazi divengono più colorati, confortevoli e famigliari, sicuramente un punto in più per quanto ne concerne la scelta. Un’altra cosa da valutare sono le aree di sgambamento, quanto sono grandi stimolanti e ombreggiate/al sole, come possono essere raggiunte (passare davanti ai box dove i propri simili fanno le veci di Cerbero è alquanto stressante per i cani ospiti), quanta disponibilità in termini temporali hanno i cani di poter scorrazzare liberi, se c’è la possibilità di farli socializzare e quali sono le regole per la scelta dei compagni di gioco, impianti di riscaldamento e raffreddamento. Un altro fondamentale punto è l’alimentazione. Personalmente, se sono certa del prodotto che sto usando, non lo cambierei mai nei giorni di residenza in pensione, mi rendo conto che per i proprietari della struttura, gestire molti pasti differenti sia un’incombenza notevole ma credo anche che dovrebbe semplicemente essere messa sulla lista delle “cose da fare”, la serietà di una struttura la riconoscerete anche da questo. Il distacco dai proprietari, il cambio di ambiente, la variazione dello stile di vita, dei compagni di casa, di suoni, odori, comodità, possono alzare i livelli di stress notevolmente e creare episodi di diarrea psicosomatica, il cambio di alimentazione e l’eventuale difficoltà nella digestione, non farebbero altro che aggravare la situazione e allungare i tempi di rientro, oltre a rendere il cane più debole ed infastidito. Chi lavora in strutture di accoglienza, non deve solo pulire i box e assicurare cibo e cambio di acqua, a loro è affidata momentaneamente la salute psicologica del vostro amico a quattro zampe, eventuali traumi potrebbero comprometterne il suo equilibrio e richiedere tempo per il recupero o addirittura l’intervento di un professionista in ambito comportamentale. Fate sempre attenzione a come i gestori interagiscono con il vostro animale,fate domande, chiedete di visitare la pensione, notate il grado di serenità che manifesta il cane tornando nella struttura o i segnali di stress che emette. Solitamente consiglio di fare una prima prova di qualche ora, poi di una notte e solo nel caso in cui vada tutto bene, lasciarlo per più giornate, organizzatevi in tempo. Per i cani che normalmente vivono in casa o in gruppo, il cambiamento sarà più brusco, qualche volta lo stress è troppo, altre potrebbe essere utile lasciare che facciano delle esperienze da soli, in questi casi, più che mai, è fondamentale conoscere il curriculum di chi gestirà i vostri cani e le telecamere installate con la possibilità di visionare la situazione on line, saranno sicuramente un’altra cosa di cui tener conto. Negli ultimi anni ad affiancare le classiche strutture di pensione a box, si trovano le “pensioni casalinghe”, dove i cani sono custoditi tra le mura domestiche, spesso insieme ad altri animali residenti o ospiti. Il fatto che i miei cani non abbiamo mai passato una notte in box nella loro vita, mi porta d’impulso a preferire la seconda opzione ma anche qui dobbiamo aprire qualche parentesi. La crisi economica in Italia ha portato molte persone ad improvvisare lavori per portare un minimo di entrate in famiglia, “l’arte d’arrangiarsi” però non crea sempre delle felici conseguenze. Avere un cane a contatto 24 ore su 24, apporta molte più difficoltà nella gestione in recinto e necessità di ancor più conoscenza riguardo l’etologia e l’educazione di questi animali; da un lato il cane potrebbe stressarsi meno, dall’altro si amplia la marginalità di errore umano nelle decisioni da prendere durante lo stallo. Ora più che mai mi affiderei a professionisti che hanno formazione nel settore, spazi adeguati e un egregio rapporto con i loro animali. E’ capitato che anche casa mia fosse la meta delle vacanze di cani di amici o clienti e posso assicurarvi che non è quasi mai semplice: gli equilibri si sballano, i quadrupedi residenti devono essere abituati ad accogliere nuovi compagni, talvolta è necessario dividerli se vi sono più maschi agonisti o femmine in calore e soprattutto è necessaria una buona copertura assicurativa! La legge italiana infatti prevede che la responsabilità dei possibili danni causati da un cane decada sia sul proprietario che sul detentore, seppur momentaneo dell’animale stesso e come potete immaginarvi, non ci vuol molto a far capitombolare una vecchina o qualcuno in bicicletta, basta un attimo di distrazione e può accadere anche se avete il cane più piccolo e buono del mondo. La confusione in questo momento di evoluzione in ambito animale credo derivi proprio dalla comprensione che il ruolo di educatore cinofilo è e dovrebbe essere una vera e propria professione, normata e controllata. Purtroppo siamo ben lunghi da questo traguardo e l’unico sistema per assicurarsi che il periodo di distacco dal nostro animale sia una vacanza per entrambi, è fare domande (non vergognatevi, chiedete!!), aguzzare gli occhi e osservare il proprio cane nelle prime sedute di ambientazione. Se siete in dubbio, cambiate, vuol dire che ci state già pensando troppo e non avete fiducia in quella struttura! In alternativa potete sempre portarlo con voi, ma di questo parleremo nel prossimo articolo, un po’ di pazienza e suspence per il nostro prossimo appuntamento sulla mia rubrica.

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

Page generated in 0.1252 seconds.