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Sopravvivere al parto (continuazione della storia “Prepararsi al lieto evento”).

Mi sono concessa qualche giorno di pausa da voi per tornare con la mia famigliola aumentata. Vi avevo lasciato parlandovi del calo di temperatura che annuncia l’arrivo del travaglio, quello di Lilo è iniziato mercoledì sera ed è finito dopo un lungo e faticoso parto nella notte tra giovedì e venerdì; mentre preparavo voi ad affrontare ipotetiche condizioni avverse, mi son trovata a vivere situazioni quasi surreali. Le quarantacinque ore di veglia sono terminate con una nuova splendida mamma, cinque magnifiche creature, una donna fisicamente distrutta e psicologicamente provata (io) e purtroppo due piccole anime che sono tornate lassù, in attesa di tempi migliori per loro. Durante il parto ho dovuto fare le veci di una vera e propria ostetrica e per non farci mancare nulla abbiamo avuto anche qualche problema a nascite completate, tra cui l’interruzione momentanea della produzione di latte. Mi ha sfiorato persino l’idea di intitolare quest’articolo “tutto ciò che può succedere, ma non vorresti mai accadesse, durante un parto”, ma il passato è passato e i meravigliosi cinque crescono sani e forti,  mi sono perciò persuasa che fosse più appropriato continuare con il precedente filone logico. Nella nostra ipotetica casa, dove la famiglia sta attendendo il lieto evento, i bambini sono calmi e pronti, possibili situazioni di agitazione per la neomamma allontanate e la temperatura sta tornando alla normalità, ci siamo, ora prepariamo la sala parto. Munitevi di coperte e teli puliti e disinfettati che potrete buttare a nascite terminate, prendete delle forbici sterilizzate a punta arrotondata (nel caso dobbiate tagliare il cordone ombelicale non per eventuali Art Attack), un pacchetto di  guanti di lattice, un rotolo di carta assorbente, un sacco dell’immondizia a portata di mano, una ciotola d’acqua fresca, delle salviette pulite per asciugare i cuccioli, una stufetta, della musica rilassante e un comodo posto dove attendere, perché tra un cucciolo e l’altro potrebbero passare anche due ore. La stanza deve essere calda, i cuccioli quando nascono non possono termoregolarsi poiché non hanno ancora acquisito omeostasi sensoriale, è quindi fondamentale che non si raffreddino mai o morirebbero. Non approfondisco le informazioni riguardo all’approccio sanitario poiché non è materia di mia competenza, ma è fondamentale che avvisiate un bravo veterinario, informandolo che il parto sta per iniziare (e dopo l’ultima esperienza aggiungerei: disposto a venire a domicilio), in modo che possa regolare le proprie attività in base alle informazioni che gli state dando. Alcuni cuccioli possono nascere podalici, non preoccupatevi ma fatevi spiegare quali sono le manovre giuste per aiutare il piccolo a nascere senza problemi. L’approccio al parto della femmina è molto differente da cane a cane, con le primipare sicuramente è bene essere più pronti al supporto fisico e morale, soprattutto durante il travaglio quando l’agitazione è alta e nelle prime nascite, quando la mamma non comprende ancora come far smettere il piccolo di piangere, cosa stia accadendo e come gestire il flusso ormonale che sta percependo. Il segnale d’inizio del parto è la perdita del tappo mucoso e la rottura delle acque, da quel momento in poi sappiate che qualsiasi cosa accada è bene non assentarsi. Alcune cagnoline partoriscono molto velocemente, altre si rilassano tra un cucciolo e l’altro, soprattutto se la cucciolata è numerosa, può capitare anche che la femmina schiacci qualche breve pisolino ma non devono mai passare più di due ore tra un cucciolo e l’altro, in alcune razze anche meno ma è fondamentale che sappiate la differenza tra una normale attesa e un cucciolo incastrato in nascita che può compromettere la vita di tutti (in quel caso il veterinario è assolutamente fondamentale e più tempo attendete, più rischiate il cesareo. Ad un certo punto vedrete spuntare la testa, in altre parole una massa grigiognola chiara o scura, avvolta dalla placenta che la rende scivolosa. Non tirate, soprattutto se non sapete come fare, se dovesse esserci qualche problema chiamate il veterinario, ma in ogni caso, anche quando si decide di intervenire, si attende la contrazione per la spinta. Se avete un buon rapporto con la vostra cagnolina, potete cercare di aiutarla ma lasciate che mangi la placenta, è un’importante fonte di proteine, stimola la produzione del colostro e dei feromoni materni. Di solito la mamma taglia il cordone ombelicale ma se ciò non dovesse accadere, potete farlo voi, state attenti a tagliare nel punto dove si stringe e a usare forbici sterili. Alcune volte le primipare hanno troppa foga nel pulire il cucciolo e tagliare il cordone, in questo caso possono succedere incidenti che portano la mamma a tirare troppo ed eviscerare perciò il cucciolo o a mangiare gli arti del nuovo nato insieme alla placenta (lo so fa schifo ma non sono cose così rare ve lo assicuro). Più l’ambiente sarà calmo e accogliente, la femmina in salute, l’età non troppo tarda e non prematura (il primo parto non deve mai avvenire prima del terzo calore e non dopo i cinque anni), meno rischi si correranno. E’ assolutamente fondamentale che i cuccioli assumano il colostro,il prima possibile, in abbondanza ed equamente distribuito. Il colostro è un liquido giallastro sieroso, il primo latte che viene prodotto dalla mamma e che trasferisce ai cuccioli gran parte degli anticorpi materni, viene secreto per circa tre – quattro giorni dopo il parto ma la sua quantità dipende molto dallo stato emotivo della madre, dalla taglia, da cosa è successo durante il parto, dal calore e dalla tranquillità dell’ambiente. Il colostro contiene acqua, proteine, amminoacidi, lipidi, minerali e immunoglobuline, prodotte dall’organismo per proteggersi da virus e batteri, come il parvovirus, l’epatite e il cimurro, la mancata assunzione di colostro può portare a gravi conseguenze. Un’altra cosa che dovete controllare alla nascita del cucciolo sono le vie respiratorie che devono essere libere e il palato chiuso, se fossero bloccate, potete girare il cucciolo a testa in giù muovendolo delicatamente, credo sia sempre meglio farsi spiegare anche questa pratica dal proprio veterinario di fiducia, i cuccioli non si rompono è vero, ma per un neofita agitato queste non sono le mosse più semplici da eseguire. Alcune mamme puliscono completamente la zona del parto, altre, soprattutto dopo parti lunghi e stancanti, lasciano che facciate voi, personalmente preferisco attendere che mamma e cuccioli si siano chetati e che tutto sia finito prima di pulire. Come capirete che tutto è finito? La mamma si tranquillizzerà molto, non presenterà più gonfiore addominale e solitamente riposerà per riprendersi, questo è anche il momento più pericoloso per lo schiacciamento accidentale dei cuccioli, state molto attenti ai movimenti della cagnolina che stanca dal parto potrebbe non accorgersi di avere un piccoletto sotto la schiena. Non separate mai la mamma dai cuccioli, fate in modo che possa sporcare velocemente e tornare subito ad accudirli. Cercate di evitare l’accesso ad altri cani e a persone, la percentuale di mortalità dei cuccioli nei primi quindici giorni è molto alta. Continuate a tenere i cuccioli al caldo, tenete l’ambiente sterile e tranquillo, non mettete la mamma a contatto con zone sporche e quando la portate a “sporcare” controllate pelo, zampe e mammelle. Vi consiglio di pesare i piccoli appena nati, vi darà l’idea del loro tenore di crescita nei giorni seguenti. Ovviamente la neomamma sarà affamata, a seconda del tipo di alimentazione che avete scelto, della taglia del cane, del numero di cuccioli, delle caratteristiche caratteriali e di razza, potrete scegliere se somministrare voi il pasto, ovviamente in dose maggiorata o lasciarlo a disposizione. Se avete pensato a tutto, ora potete rilassarvi, guardare quelle piccole meravigliose ed innocenti creature e godere di quella sensazione d’estasi che sembra fermare il tempo, il miracolo è compiuto.

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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