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Scegliere un cane di razza

Abbiamo comprato libri, spulciato ogni sito internet, assillato amici e parenti, ne siamo ormai certi, quella è la razza giusta per noi. Sembra studiata a pennello, ci calza ogni caratteristica, già ci immaginiamo correre nel prato con il nostro fido amico accanto, ma come possiamo scegliere l’allevamento giusto? Purtroppo devo darvi una pessima notizia, una regola universale non c’è e l’inganno è sempre dietro l’angolo, quindi non dobbiamo avere fretta, prendiamoci tutto il tempo necessario per scegliere la cucciolata corretta, ho atteso Naif per quasi due anni ed è decisamente perfetto per me. Non differenzierò allevatori amatoriali e professionali poiché credo che le responsabilità che conseguono dal mettere al mondo degli esseri viventi siano le stesse per gli uni e per gli altri. Personalmente preferisco gli allevamenti che hanno pochi soggetti, gestiti in casa o in zone dove il loro benessere e stile di vita sia tutelato. Credo non sia eticamente corretto far vivere i cani in box ventiquattro ore al giorno e sconsiglio di incrementare questo commercio, la fattrice è innanzitutto un cane, che ha le stesse esigenze di qualsiasi altro cane femmina; l’esplorazione del territorio, il contatto sociale, le attività mentali differenziate rientrano appieno in quella che dovrebbe essere la sua vita quotidiana. L’età corretta per le cucciolate è tra i due anni e mezzo e i sei, tra una e l’altra inoltre deve trascorrere circa un anno di tempo per dar modo alla cagnolina di recuperare le forze. Il maschio potrebbe non essere presente in allevamento, spesso si usa il seme di stalloni esterni per evitare consanguineità strette e di conseguenza l’aumento delle probabilità di manifestare malattie ereditarie. Diamo una prima occhiata alla struttura, è importante che sia accogliente, pulita, i cani vitali e in salute. Ovviamente è nostro diritto conoscere i genitori che devono manifestare un carattere socievole e tipico per lo standard di razza, controllate i certificati di esenzione dalle malattie genetiche (ad esempio un labrador o un golden retriever dovranno essere esenti da displasia di anche e gomiti, da oculopatie ereditarie e da cardiopatie). Il pedigree è fondamentale per allevare, se l’allevatore dovesse dirci che i cuccioli non hanno pedigree o che questo implica un incremento del costo, fuggiamo a gambe levate, davanti abbiamo un perfetto esemplare di cialtrone. Chiariamo un concetto base, il pedigree è un foglio che documenta l’albero genealogico del cane fino ai trisnonni, per richiederlo l’allevatore deve compilare due moduli per l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) che hanno un costo di circa sessanta euro totali, potete trovare tutte le informazioni sul sito dell’enci, alla voce libro origini/modulistica. Se il cane non ha pedigree non possiamo determinare la sua reale appartenenza alla razza quindi è ritenuto un meticcio, il che non lo rende più o meno degno di nota, semplicemente, a livello burocratico, non c’è alcuna differenza con quello che trovate in canile poichè non ci può essere alcun lavoro di selezione e di prevenzione dalle malattie da parte dell’allevatore. Comprare un cane con pedigree non vuol dire avere un soggetto sicuramente sano, bello e con il carattere perfetto, vuol dire avere un animale del quale potrò probabilmente prevedere le caratteristiche derivanti dalla conoscenza delle linee di sangue e da accoppiamenti studiati a tavolino, che dovrebbero limitare l’insorgere delle malattie ereditarie testate. Alcune razze molto diffuse hanno ormai una suddivisione interna, specifica in base alle esigenze, da un lato i cani da esposizione e dall’altro le linee da lavoro; questo comporta che un cane della stessa razza potrà essere molto diverso, sia caratterialmente che fisicamente. Solitamente nei cani da lavoro le attitudini di razza sono più spiccate e si bada meno alla bellezza mentre nei cani da esposizione, c’è un indebolimento delle stesse, legato alla selezione morfologica. Una volta conosciuta la mamma, possiamo chiedere di vedere i cuccioli, la nursery deve essere accogliente, piena di colori, giochi e stimoli di differente entità, le migliori presentano piccoli ostacoli, fondamentali per le esperienze sensoriali e motorie. Un nudo box non sarà mai la situazione ideale per la crescita del nostro cucciolo. Prendiamoci il tempo per osservare; le interazioni tra i cuccioli, quelle con la mamma, l’esplorazione dell’ambiente, il modo di gestire i giochi, il modo di relazionarsi con noi, possono fornirci dati importanti per aiutarci nella nostra scelta. Se ci siamo rivolti ad un serio allevatore, probabilmente ci farà mille domande, non preoccupatevi, è normale routine, informarsi sulla futura vita del cucciolo è un sintomo di serietà. Nel caso in cui invece ci venga specificata la possibilità di cambiare un cucciolo malato con un altro entro un certo periodo di tempo, giriamo i tacchi e cambiamo struttura. I cani non sono oggetti e nessuna persona seria li tratterebbe come tali, più daremo informazioni sulla nostra vita quotidiana, le nostre esperienze e i nostri obbiettivi e più sarà possibile cercare il cucciolo corretto per noi.
Cogliamo l’occasione per fare qualche domanda specifica sui possibili problemi che potremmo avere e sugli errori da evitare. Se dovesse sorgerci qualche dubbio, prendiamoci il tempo di pensare e ricordiamoci bene la prima regola: non avere fretta. Il cucciolo non dovrà arrivare a casa prima dei sessanta giorni, questo periodo è di fondamentale importanza per l’equilibrio psicologico del cane, la mamma e i fratellini fungeranno da palestra di vita ed insegneranno al nostro piccolo amico le prime importanti regole per la sopravvivenza nel mondo: gli autocontrolli, il rispetto delle risorse, la comunicazione intraspecifica e le ritualizzazioni fondamentali per evitare inutili scontri. Dai trenta giorni in poi, i cuccioli possono socializzare anche con altri animali e persone esterne al gruppo famigliare, bambini compresi, con il benestare dell’allevatore chiediamo di interagire il più possibile con il nostro nuovo amico, in attesa del suo ufficiale debutto in società.

 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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