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È meglio il collare o la pettorina?

COLLARE vs PETTORINA

E’ l’eterno dilemma della cinofilia post addestrativa, il simbolo di faide interne tra il vecchio e il nuovo mondo degli educatori cinofili, un po’ come la lotta tra il bene e il male. Centinaia di articoli contraddittori a sostegno dell’una o dell’altra teoria, ma in questo caos mediatico, un normale proprietario cosa deve acquistare per il proprio cane?
Se volete la mia potrebbe essere solo l’ennesima teoria, oppure un buon suggerimento, frutto di una lunga osservazione dei cani durante questi 15 anni di esperienza, di molte letture scientifiche e di tante ore di ascolto empatico. Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza, esistono molti tipi di collari e di pettorine, alcuni davvero nocivi per i nostri animali, andiamo perciò a scoprirli nel dettaglio.

I PRINCIPALI TIPI DI COLLARI:

-       Fissi: sono fascette di tessuto, cuoio o biothane con chiusura a cinghia o a scatto. E’ importante che non siano troppo stretti, quando la larghezza è corretta, passano tranquillamente due o tre dita della mano tra il collo dell’animale e il collare. Ricordatevi di controllare sempre il collare durante la crescita del vostro cucciolo e di sostituirlo prima che stringa troppo. Nel caso di puntura d’insetto il cane non deve rischiare il soffocamento da gonfiore e se dovesse agganciarsi accidentalmente a qualcosa, il collare deve potersi sfilare per evitare di lasciare “appeso” il cane con conseguenze anche mortali.

-       Da obedience: una fascia scorre dentro all’anello dell’altra estremità ma solo per un breve tratto, la funzione non dovrebbe mai essere quella di stringere il collo del cane, bensì di essere sfilato molto velocemente, non ci sono moschettoni. E’ il tipico collare usato nelle gare di obbedienza che va infilato e sfilato senza dare fastidio all’animale.

-       Con le punte ed elettrici: non è vietata la vendita (assurdo lo so), ma ne è vietato l’utilizzo dalla legge 59/2009 cit. “2. E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica, in ambienti che impediscano all’animale di manifestare i comportamenti tipici della specie; è vietato l’uso di collari con punte, elettronici o elettrici.” Vi è un’ovvia incoerenza tra il fatto che li vediamo sugli scaffali dei negozi e la legge che ne vieta l’utilizzo, speriamo che presto spariscano dalla nostra vista, per ora possiamo evitare di comprarli e farli indossare ai nostri cani.

-       A strangolo, strozzo, scorrimento: qualsiasi termine si usi, il principio è lo sempre quello del cappio, una parte scorre all’interno dell’asola o dell’anello, posto all’altra estremità diminuendo il diametro del collare. Alcuni prevedono un blocco che impedisce di strangolare il cane, ma nella maggior parte dei casi lo scorrimento è libero. Quando ho iniziato a frequentare i campi d’addestramento, 15 anni fa, questo tipo di collare era inserito nel kit base, insieme al guinzaglio a più moschettoni, rigorosamente di pelle, non era possibile frequentare il corso senza questi strumenti. Ho ancora quel collare, l’ho usato per bloccare un cancellino, per appendere una lampada, in effetti può essere utile a tanti scopi, molto più utile che al collo di un cane. Se il vostro istruttore ha una buona tecnica, una buona conoscenza della comunicazione del cane e della sua anatomia, non vi chiederà mai di usare un collare del genere sul vostro cane. Sarebbe come usare il telegrafo nel 2016, ci sono modi più efficaci per comunicare non credete? L’unico caso in cui ne accetto l’uso è il recupero di cani abbandonati in strada, talvolta capita di avere solo un’occasione per riuscire ad avvicinarli e non bisogna lasciarsela scappare; l’eccezione alla regola in tal caso, potrebbe salvare la vita di un cane, ovviamente tutto avviene rapidamente e alquanto prima il collare va sostituito.

-       A semistrangolo: composti da una parte fissa e una scorrevole, spesso di catenella, la stretta sul collo dipende dalla larghezza che si sceglie sulla parte in fettuccia. Non c’è molta differenza con quelli da obedience, è più concettuale che effettiva, ma solitamente il proprietario normale che acquista un collare del genere usa un’ampiezza tale da produrre un restringimento attorno al collo in caso di chiusura massima.

-       Per levrieri: per tutelare il collo elegante ed affusolato di questi magnifici corridori, questi collari hanno una banda più larga che avvolge meglio la zona, impedendo colpi troppo forti alla cervice.

LE PETTORINE:

Svedese: si inserisce dalla testa e si riconosce dalla maniglia e dall’aggancio scapolare, un solo moschettone di chiusura.

Ad H: si inserisce dalla testa, due bande a T si portano sotto l’addome e sul dorso del cane poi andare a chiudersi con uno o due moschettoni sui fianchi. Si riconosce dal disegno ad H che la pettorina forma sulla schiena dell’animale.

J K9: sono simili alle svedesi ma con una struttura più a “corpetto” che si allunga sui fianchi e sulla schiena, maniglia e aggancio sul dorso.

Ad Y: è un vecchio modello di pettorina che si trova ancora sul mercato, le zampe si inseriscono in due spazi ad Y uniti sulla pancia del cane, si aggancia sul dorso con due anelli per il guinzaglio e un solo moschettone.

- Antisfilamento: composte da due H accostate una all’altra, la pettorina perciò non avvolge solo il torace del cane ma anche l’addome e si chiude con due ganci per ogni fianco. La fascia di chiusura addominale è per ovvie ragioni strutturali più stretta di quella toracica, questo impedisce che il cane sfili la pettorina anche nel caso in cui si punti con le zampe, chiuda le spalle e abbassi la testa. Ottima per i cani insicuri, molto agitati o fobici, ovviamente da abbinare ad un corretto piano educativo personalizzato.  

- Da traino/corsa: quando si incontrano particolari esigenze sportive, come lo sleddog o il canicross, è fondamentale l’accorgimento all’anatomia del cane per tutelarne la salute. Queste pettorine sono create da un particolare incrocio di bande e da un aggancio molto spostato verso la zona caudale, questo aiuta la spinta dell’animale durante il traino evitando traumi a livello della colonna vertebrale.

Ma se il mercato offre così tanta scelta, qual è il prodotto migliore?

Nei collari l’opzione varia tra quelli fissi, dove potrete sbizzarrirvi a cercare le fantasie più originali e quelli da obedience, per i casi in cui il cane abbia una folta criniera di pelo come Naif che si gratta costantemente quando indossa le fettucce fisse.

Attenzione però alla seconda variabile, se usate questo tipo di collare dovete stare molto attenti alla misura, quando è stretto al minimo della larghezza non deve assolutamente stringere il collo del cane, controllate che passino due dita agevolmente tra l’animale e la fascetta, ovviamente quando il collare sarà completamente aperto, risulterà molto largo, dovrete perciò essere certi della relazione con il vostro cane sia ottima e che nel caso in cui il collare si sfili, il vostro amico non fugga via.

Questa tipologia di collare è usata nelle gare dove vi è l’esigenza di avere il cane libero o con guinzaglio velocemente. Consiglio però l’uso del collare unicamente nelle situazioni in cui il cane è libero o al massimo legato al guinzaglio per brevissimi tratti e in situazioni ipostimolanti.

Durante la passeggiata è fondamentale che il cane possa esplorare e annusare, muovere la testa e il collo liberamente in tutte le direzioni per consentire una comunicazione corretta durante l’interazione con gli altri animali.

Ogni volta che il guinzaglio crea trazione a livello cervicale, l’animale entra in tensione e a livello chimico vengono prodotti ormoni dello stress. Conoscete forse qualcuno a cui piace essere “preso per il collo”? Vi sono inoltre molte implicazioni psicologiche che possono peggiorare la situazione e creare implicazioni a livello di problemi comportamentali. Immaginiamoci l’incrocio tra due giovani maschi, il primo manda qualche segnale competitivo, il secondo vorrebbe calmare la situazione rispondendo con dei segnali di pacificazione come “girare la testa”, “voltare lo sguardo” o “curvare”, l’emissione di questi segnali viene però impedita dalla tensione del guinzaglio sul collo e dal comportamento del proprietario che, cercando di evitare lo scontro diretto, avvicina il cane a sé accorciando la distanza fisica della fettuccia del guinzaglio.

Il risultato sarà probabilmente l’aumento esponenziale della tensione nei due cani, proporzionalmente alla diminuzione della distanza tra loro (se voleste leggere di più riguardo ai concetti di prossemica, cercate l’articolo “Vicino o lontano?” nel database dei miei consigli). Immaginandoci che i due proprietari riescano a gestire l’evento senza inconvenienti, a livello psicologico i due cani avrebbero comunque fatto esperienze non gratificanti e potenzialmente pericolose per il loro futuro sviluppo. Il primo che ha sfidato l’avversario ne uscirebbe senza aver compreso le reali implicazioni del suo comportamento, probabilmente il suo umano la prossima volta avvicinerà il cane a sé molto tempo prima dell’incrocio con un altro cane, creando anticipatamente tensione ed ansia nel maschio, che continuerà ad associare l’incrocio di altri cani maschi al guinzaglio come un evento negativo. Nel secondo cane, che voleva risolvere la situazione in modo pacifico, l’emozione prevalente sarà la frustrazione, ma anch’essa potrebbe sfociare in un comportamento aggressivo nel futuro, nel tentativo di allontanare questi eventi negativo che provocano forte stress nella sua mente.

Questa interazione perciò non sarà educativa per nessuno dei due giovani maschi. Con un guinzaglio abbastanza lungo, una pettorina e usando le regole della prossemica in modo corretto, tutto questo si sarebbe potuto evitare e i due cani avrebbero imparato che “si può convivere anche quando si incrocia un competitor”. L’uso dei collari perciò è da limitare solo ad alcune situazioni: cane libero, interazioni sociali sicure e limitatissimi spostamenti con il guinzaglio, ma solo con animali che non tirano in passeggiata. E’ assolutamente da evitare in caso di problemi comportamentali come fobie, aggressività intra o interspecifica, iperattività o altro.

Tra le pettorine la scelta è più ampia, l’unica che dovete evitare è quella ad Y, sia perché i cani si sfilano facilmente sia perché è strutturata in modo da far troppa leva sulle zampe anteriori del cane, nel caso in cui la misura non sia perfetta, il cane sia in crescita o tiri al guinzaglio, questa può essere causa di uno spostamento articolare non corretto. Personalmente acquisto e consiglio sempre le pettorine ad H, avvolgono meglio il cane e permettono di utilizzare gli anelli di unione tra le varie fettucce anche per esercizi specifici sulla gestione al guinzaglio nel caso in cui il cane tiri eccessivamente, la comprensione delle direzioni e altro ancora. Diciamo che una donna di media altezza e che pesa meno di 55 kg può tenere tranquillamente cani molto grandi e forti con un po’ di tecnica e una pettorina ad H legata con doppio guinzaglio, sarà molto più complesso con una svedese, poiché l’aggancio scapolare aiuta il cane a fare forza con le zampe anteriori ancorandosi al terreno.

Escludendo quindi gli strumenti meramente creati per procurare dolore, la scelta sta a voi. Non esiste il collare o la pettorina perfetta, ma quello che è corretto per la vostra specifica situazione. Una relazione basata sulla cooperazione, la comunicazione e il rispetto reciproco si vede quando il guinzaglio potrebbe essere sostituito con un filo di lana.


Ph. P. Gattinoni

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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