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I primi passi insieme

La sveglia suona per annunciarvi che la vostra vita da oggi cambierà, guardando ai piedi del letto vedrete una cosetta piccola e pelosa che scodinzola per darvi un nuovo e bellissimo buongiorno. Alzatevi in fretta perché il vostro cucciolo avrà sicuramente qualcosa di importante da sbrigare fuori. Prima di uscire munitevi di un paio di biscotti e appena il piccolo avrà sporcato, mostrate tutta la felicità che potete e premiatelo nel modo più efficace.

Spesso sento dire dai proprietari che si vergognano a dimostrare troppa emotività per poi  vedere mamme e papà in preda ad attacchi di felicità quando cambiano un pannolino ai loro neonati. Una domanda sorge spontanea: “Qual è il filtro che ci permette di essere serenamente liberi con i nostri figli ma non con i nostri cani?”. La felicità è la felicità. Come posso credere che il mio cane possa pensare che il suo comportamento sia realmente la miglior scelta se in quel contesto dimostro piattume emotivo?

Uno degli aspetti che preferisco del mio lavoro è l’assenza di giudizio dei nostri amici a quattro zampe, il rapporto con loro si basa su regole fondamentali di rispetto, coerenza e naturalezza. Quando il vostro cane vi vedrà felice, sarà felice con voi e poco importa se la vicina di casa pensa che siete pazzi, tra qualche mese avrete uno splendido legame con il vostro amico, questo vi ripagherà di tutto l’imbarazzo iniziale. Nessuno è padrone di nessuno nella realtà dei fatti, la relazione con un cane va conquistata e coltivata giorno dopo giorno esattamente come quello  con qualsiasi altro amico. L’imposizione e la violenza non creeranno sintonia ma sudditanza, la noia non creerà collaborazione ma frustrazione, guardare la realtà solo dal vostro punto di vista non creerà empatia ma ottuso antropocentrismo. Il concetto di tollerare la vicinanza e il contatto è soggettivo nei cani esattamente come negli esseri umani; dipende dalle inclinazioni caratteriali, dall'esperienza maturata nel tempo e dall'individuo con la quale avviene l'interazione. Ogni essere è un mondo a sé stante. Un cucciolo tra i due e i quattro mesi circa, è in una fase molto importante ed irreplicabile della sua vita, un periodo critico, definito “della socializzazione secondaria”.

E’ scientificamente dimostrato che tra l’ottava e la sedicesima settimana il cervello del cane è particolarmente in grado di assorbire informazioni che riceve attraverso i sensi e le emozioni. Immaginatevi che un amico vi regali un diario dove ogni giorno appunterete le esperienze del vostro cane, le sensazioni, gli incontri, le attività che fate, compiuti i quattro mesi il diario finisce, se le annotazioni giornaliere saranno molte, il vostro cane avrà un ampio database di informazioni, si sarà confrontato con il mondo, avrà vissuto situazioni positive in ambito sociale intra ed interspecifico ma conoscerà anche il distacco da voi e saprà stare tranquillo da solo, insomma rileggerete il diario e scoprirete di aver preparato il vostro cucciolo ad affrontare il mondo reale. Se le memorie saranno scarse, i dati che avrà accumulato il nuovo amico saranno pochi, mancheranno le indicazioni per un comportamento equilibrato e spesso le reazioni potrebbero sembrare esagerate rispetto al contesto; fondamentalmente il  cane non saprà confrontarsi con tutti gli aspetti della vita reale, diventerà perciò complicato pensare di portare serenamente a spasso per la città un animale che non ha mai visto molte persone, cani,gatti, auto, le biciclette o non ha mai sentito i rumori tipici del centro abitato. I cuccioli hanno bisogno di esperienze positive e graduali, di socializzare con esseri umani e cani di tutti gli aspetti, soggetti di altre specie, evitando quelli che possono creare esperienze traumatiche difficilmente superabili. Sarà il carattere del cane ad indicarvi quanto potete osare, un individuo molto sicuro saprà superare i piccoli shock molto meglio e più velocemente di uno insicuro o ansioso.Inizio modulo Le prime passeggiate sono sempre le più delicate, non abbiate fretta e prendetevi tutto il tempo necessario per impostare al meglio il rapporto con pettorina e guinzaglio. Vi consiglio di lavorare subito per avere un buon richiamo, non obbligatelo mai ad avvicinarsi a voi, lasciate che sia spontaneo e premiatelo con qualcosa che desidera. Il concetto di “premio” è legato al concetto di desiderio ovvero “è premiante qualcosa che il cane desidera in quel momento”; potrebbe essere  continuare la passeggiata, il contatto con una persona, andare a conoscere un conspecifico, annusare un punto particolare del territorio, bere, mangiare, un gioco con il proprietario etc.

Spesso si generalizza pensando che un biscotto sia premiante in ogni situazione, ma provate a fare un parallelismo, voi avete voglia di mangiare ogni secondo della vostra vita? Allora perché un cane di casa, correttamente alimentato, dovrebbe sentire talmente lo stimolo della fame da pensare che il cibo sia sempre la soddisfazione più grande? I cani hanno una complessa struttura emotiva, sentono dolore, frustrazione, ansia, felicità, rilassatezza, insicurezza, inadeguatezza, sanno intervenire per sciogliere conflitti, si prendono responsabilità rispetto alla sicurezza e al controllo delle situazioni, percepiscono gli stati d’animo umani, tutto questo non può essere ridotto ad un semplice boccone-premio. Durante le prime uscite sarete più voi a seguire lui che viceversa, fategli capire che il guinzaglio è un filo che non crea costrizione ma legame, ricordatevi che proprio da quel filo sottile passano le vostre emozioni, che lui percepirà facilmente. Se temete che il vostro cane subisca o faccia del male e accorciate il guinzaglio tenendolo teso, non potrete mai, nemmeno lontanamente passare il messaggio “Stai tranquillo”, il vostro compagno interromperà l’attività che stava facendo per capire come mai siate così nervosi e focalizzerà la sua attenzione proprio dove  non vorreste. Passeggiare dev’essere un’esperienza rilassante, se qualcosa vi rende dubbiosi, chiamate il vostro cane, non mille volte, ne basta una, attendete che vi dia attenzione e chiedetegli di seguirvi verso una zona più sicura (potrebbe bastare attraversare la strada o infilarsi in una via), non velocizzate l’andatura, non state scappando ma creando un’alternativa più idonea. Imparate a premiare i comportamenti corretti, se incontrate un cane che mostra un atteggiamento aggressivo al guinzaglio o dietro un cancello e il vostro rimane tranquillo, fategli capire che quello è l’atteggiamento migliore, “non ragioniam di lor ma guarda e passa”, come disse Virgilio nell’Inferno di Dante. Il piccoletto però non deve fare solo esperienza al guinzaglio, cercate un luogo molto tranquillo, sicuro ed isolato e sganciate il cucciolo. Lasciate che annusi ed esplori, se si allontana un po’ da voi è un buon segno, nessun animale impaurito o fortemente ansioso si staccherebbe da una situazione che reputa sicura per lanciarsi in ciò che non conosce. In teoria un cucciolo di due/tre mesi non si allontanerà molto da voi, se dovesse farlo, chiamatelo e camminate nella direzione opposta, potete fermarvi e fingere di esplorare una zona nuova, il cucciolo incuriosito arriverà da voi e potrete continuare l’attività esplorativa insieme.
Le passeggiate dovranno essere più varie possibile, rimanendo nelle possibilità psicofisiche del cane. Ricordatevi che i cuccioli dormono moltissimo, evitate di svegliarli spesso nel sonno, posizionate la cuccia in una zona tranquilla, lontano dalle porte d’entrata e dove non sia d’intralcio per evitare continui stimoli, il riposo è riposo! Un ultimo appunto è riferito soprattutto ai cani di piccola taglia che vengono spesso tenuti in borsette o costantemente in braccio; a costo di sembrarvi rude vi chiedo di guardare il vostro cane e di rispondere ad una semplice domanda: cosa fa di diverso da un suo simile di media o grande mole? La risposta è ovviamente “Nulla”. Un cane di piccole dimensioni è comunque un cane a tutti gli effetti e ha gli stessi diritti e fabbisogni di uno di taglia meno contenuta. Una passeggiata perennemente elevati da terra, non è una passeggiata, dare in braccio il mio compagno ad uno sconosciuto, non rispetta le regole di una conoscenza graduale e spontanea ma significa obbligarlo ad interagire che ne abbia voglia o meno. Scegliete i cani giusti e le situazioni giuste per le sue personali esperienze ma rispettate la sua natura, questo è il più sincero e profondo modo di dimostrare il nostro amore per loro. 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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