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I miei cani sono un branco?

Prima di iniziare a scrivere do uno sguardo ai miei cani, Lilo la mia femmina di aussie di 4 anni, dorme sul divano, Nina, la labrador di dieci, dorme nella cuccia in camera da letto, Naif, il mio maschio di aussie di 6 anni è sdraiato sul pavimento anche lui in camera da letto e Buck, l’ultimo arrivato, un border di 14 anni, sogna beato sul suo amato tappetino memory foam. Una domanda potrebbe venirci spontanea, perché due dei cani sono in camera e due in salotto,  c’è una logica nelle loro posizioni? Lilo è sul divano perché vuole “dominare il mondo” o perché semplicemente si sente comoda? Ovvero, i miei cani seguono un codice comportamentale di un branco e quale codice?
Nell’articolo precedente abbiamo visto come i vecchi studi sui lupi in cattività, portarono ad errate conclusioni sia riguardo la struttura del branco famigliare del canis lupus lupus, sia nella trasposizione dello stesso al canis lupus familiaris.
Lo studio delle relazioni sociali tra cani è stato ampliamente ignorato dagli scienziati per anni poiché considerati “animali artificiali” e quindi privi di interesse scientifico. Negli ultimi anni le ricerche sui cani sono aumentate di numero, abbracciando diversi contesti: il linguaggio, la percezione del mondo, l’interazione con l’uomo, le differenze tra lupo e cane e le dinamiche sociali. La necessità di trovare dei cani “liberi di pensare senza condizionamenti umani” ha portato i ricercatori a concentrare la loro attenzione sui gruppi di cani randagi che avevano la possibilità di muoversi  nel territorio ed interagire in modo irrisorio con le persone. Quello che gli studi hanno messo in evidenza è talvolta contraddittorio, Boitani e Bradshaw sostennero l’esistenza di rapporti di dominanza casuali mentre nello studio Cafazzo ed al. i gruppi di cani mostrarono rapporti di dominanza lineare dove i risultati degli esiti dipendevano spesso dall’interazione del subordinato con il competitore. I comportamenti aggressivi erano quasi esclusivamente assenti senza la presenza di fonti di cibo o di femmine in calore, a differenza dei lupi nei gruppi di cani liberi, le femmine sono corteggiate e si possono accoppiare con diversi maschi (specie promiscua) e il “branco” ha una struttura che comprende più famiglie, insieme alla presenza di qualche cane migrante. Età e sesso influenzano i rapporti tra gli esemplari, come nei lupi. In presenza di cibo sale la competizione, che dipende dal costo/beneficio rispetto alla risorsa,  l’accesso alle risorse non corrisponde perciò sempre allo status di dominanza agonistica ovvero al risultato del confronto diretto tra due animali.
Ma qual è realmente la definizione di “dominanza”? E’ un modello ripetuto di interazioni agonistiche tra due individui, caratterizzato dalla conseguenza costante in favore dello stesso membro della coppia ed una risposta flessibile e predefinita del suo oppositore. Lo status dell’animale che vince costantemente è definito “dominante” e quello del perdente “subordinato”. (Drews 1993) Non esiste perciò un “cane dominante” in quanto la dominanza è un termine per descrivere la relazione tra due individui, in un gruppo composto da più di due animali potremmo trovare perciò una gerarchia di dominanza lineare. Alcuni allevatori propongono test sui cuccioli per stabilire i livelli di dominanza, potete ora comprendere l’inesattezza di questi test, nessun parametro potrà mai definire quale cucciolo diventerà dominante da adulto poiché ci sono molteplici fattori che determinano la relazione tra due o più individui e poiché la definizione di dominante rispetto ad un unico individio è di per sé errata. Un altro importante elemento da tenere in considerazione è la costituzione dei gruppi di cani, nei progetti di ricerca, i cani spesso nascono e rimangono nella stessa zona di appartenenza, alcuni si spostano, altri muoiono, altri si aggiungono ma vi è un movimento spontaneo e libero all’interno della costituzione del “branco”, gli animali presenti nelle nostre case hanno le provenienze più assurde, razze con attitudini e morfologia molto differenti,  possono non esserci legami di parentela, socializzazione intra ed interspecifica talvolta al limite della sostenibilità in eccesso o in difetto, spesso le “presentazioni “ agli altri membri della famiglia vengono fatte in modo errato, in ambienti stretti, con l’impossibilità di prendere le distanze o peggio ancora, al guinzaglio, dove i condizionamenti umani dettano tempi e modi sia riguardo la gestione della situazione sia riguardo la postura da emettere per comunicare con l’interlocutore; se il guinzaglio si tende, il cane non potrà mai mostrare un segnale di sottomissione affiliativa e probabilmente si arriverà allo scontro. Quando due cani si incontrano per la prima volta avranno come priorità il risultato positivo dell’interazione in ogni contesto, possono imparare a riconoscere gli specifici segnali che precedono un responso positivo o negativo nell’altro individuo ed imparare a modificare il loro comportamento di conseguenza. Si è visto che il primo incontro tra due cani avrà una profonda influenza sulle conseguenze dello sviluppo della relazione futura perciò se per esempio due cani con possessività alta si incontrano per la prima volta in presenza di una risorsa da contendere, l’alto stato emozionale o la forte tensione, influenzeranno non solo l’incontro ma anche la rapporto futuro inoltre l’interazione potrebbe svilupparsi in modo differente in assenza di questi fattori (Bradshaw 2009). La maggior parte dei problemi che le persone lamentano con i loro cani non dipende dal concetto di “dominanza” ma da abitudini sbagliate, carenza di comprensione dell’animale, impossibilità da parte dello stesso esprimersi in modo corretto, fabbisogni inespressi e pretese nei loro confronti che probabilmente, al loro posto, noi non accetteremmo. Alcuni autori raccomandarono in passato l’uso dell’alpha roll ovvero del capovolgere forzatamente il cane per fare in modo che questo prendesse e mantenesse una postura di sottomissione; nei contesti sociali spontanei, è il subordinato a sottomettersi spontaneamente, non c’è costrizione fisica da parte dell’animale di status più alto. Inoltre i cani sono perfettamente a conoscenza del fatto che noi non siamo cani, una delle dimostrazioni è l’evoluzione da parte del canis lupus familiaris di un gran numero di vocalizzazioni per farsi comprendere dall’uomo, fattore sconosciuto al progenitore lupo(Miklosi).
Non c’è nessuna ragione per supporre che lo “status” sia una caratteristica dell’interazione tra uomo e cane, con la pratica dell’alpha-roll l’animale si divincola per poi chetarsi, impaurirsi o reagire in modo aggressivo, nel caso in cui le prime due non avessero successo, quello che stareste facendo è rinforzare la risposta aggressiva e aumentare la possibilità che questo atteggiamento venga ripetuto.
In conclusione rilassatevi e godetevi il rapporto con i vostri amici a quattro zampe, non dovete dominare su nulla, create feeling, buone abitudini, interazioni corrette, cercate di sviluppare l’empatia per comprenderli al meglio ed aiutarli ad affrontare questo strano mondo che sta sempre più stretto alla loro libertà di essere cani! 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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