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I cuccioli crescono

Il vostro cucciolo cresce sano e forte, ogni giorno con lui è una scoperta, ovviamente non sempre si scopre quello che si vorrebbe e bisogna mettere in conto qualche piccolo decesso lungo la strada della saggezza canina, le vittime potrebbero essere un paio di ciabatte, un tappeto o una pianta (tendenzialmente vaso di plastica compreso) ma qualche volta la famiglia è fortunata e i danni da infanzia risultano minimi. Questo tipo di distruttività del cucciolo potrebbe essere legata alle sue prime interazioni con il mondo, al fare nuove esperienze e confrontarsi con oggetti e materiali diversi ma sempre più spesso riscontro un alto livello di noia e stress già in cani di pochi mesi. Il vecchio detto “Il cucciolo è un impegno” è decisamente reale ed attuale, a differenza di un cane adulto con un carattere formato e con un bagaglio di esperienze alle spalle, un cagnolino di qualche settimana deve imparare tutto, ma proprio tutto! Non date nulla per scontato, è un cucciolo, ha bisogno di tempo, di fare esperienze, ha bisogno di provare e sbagliare, di fare la cosa giusta e trovare gratificazione da tale scelta, ha bisogno di un apprendimento  cognitivo, emotivo e relazionale. I cuccioli che vengono tenuti isolati dal mondo o troppo protetti da esso, possono sviluppare problemi comportamentali legati alle deprivazioni sensoriali che derivano dalla mancanza di esperienze a contatto con il mondo, spesso questi problemi si concretizzano in un’incapacità di relazionarsi in modo corretto con la realtà che li circonda, sviluppando reazioni di attacco e fuga che paiono inopportune, fobie o aggressività non immediatamente comprensibili ad occhi inesperti. Portate con voi il vostro piccolo amico, fategli gradualmente visitare il mondo in cui vivrà, lasciate che mediti da solo sulla risoluzione dei problemi proporzionali al grado di difficoltà che è in grado di affrontare, fate in modo che il suo cervello si attivi e che sia ricco di esperienze positive e costruttive. Proponete passeggiate differenti, non piacerebbe nemmeno a voi vedere sempre lo stesso film tutte le sere, slegate il cane in ambienti tutelati e protetti o utilizzate guinzagli molto lunghi, permettetegli di annusare, perlustrare e utilizzare l’olfatto per  raccogliere informazioni riguardo l’ambiente in cui sono: chi è passato di lì, se era maschio o femmina, castrato o intero, in calore o no, cosa mangiava, dove dormiva, se aveva problemi di salute, in che stato emotivo si trovava, queste ed altre sono le informazioni che un cane può carpire annusando una semplice pipì. Fate interagire i vostri cani in libertà ed evitate i contatti al guinzaglio! Non mi stancherò mai di dirlo ma spero che un giorno ripetere questo concetto divenga superfluo, i cani comunicano moltissimo grazie alle posture, alla chimica, allo sguardo, la maggior parte dei loro discorsi avviene in modo sottile e silenzioso; fare avvicinare due cani legati al guinzaglio è come far interagire due marionette, da quella corda passano le nostre tensioni, i nostri pensieri, la nostra emotività, se il filo si tende, il cane percepisce che qualcosa non va, si irrigidisce ed ecco, il gioco è fatto, scatta il ringhio, uno dei due proprietari ritrae velocemente il fido compare che, trovandosi una corda al collo, non può far altro che alzarsi su due zampe, questa posizione “ad orso” risulta estremamente agonistica nei confronti del malcapitato estraneo che non potendo andar via, reagisce. Questa tipica situazione finisce con la classica frase: “Non capisco, non è mai stato aggressivo con nessuno” , ma messa alle strette anche l’anima più mite deve difendersi. Giocate con i cani in modo costruttivo, vario e interattivo; nascondete oggetti, voi stessi, camminate in passaggi stretti, attraversate fossati, saltate ostacoli naturali, attivate corpo e mente durante le passeggiate. Sfruttate il momento del pasto per fare nuovi giochi olfattivi e per proporre piccoli problemi da risolvere, nessun animale si trova la pappa pronta in una ciotola, mangiare in un piatto non è naturale per un cane. So che questa cosa sconvolge un po’ gli animi ma il cane nasce come spazzino, ancora oggi ,per procurarsi il cibo, un cane randagio deve camminare per ore, trovare il sistema di arrivare al luogo dove sono contenuti i resti, cercare il modo di aprire gli eventuali contenitori, difendere il cibo da possibili competitors, smembrare e masticare i pezzi più grossi o più duri e infine sazio e stanco, può riposarsi. I cani di casa mangiano una o due volte al giorno, spesso crocchette secche o misto umido, divorano il pasto in 2-5 minuti, certi aspirano letteralmente la ciotola, finita la razione sono ovviamente ricaricati di nuove proteine e pronti per nuove attività, peccato che spesso la fine del pasto voglia dire “andiamo tutti a letto” oppure “vado al lavoro, tu attendi a casa”. Nascondete le crocchette in giardino o in casa, portatele con voi nelle passeggiate ed utilizzatele per inventarvi nuovi giochi. La maggior parte dei danni che i cani fanno a casa deriva dalla noia quotidiana. Conviviamo da 15000 anni (e forse più) con un animale molto intelligente, con un livello di apprendimento altissimo, spesso in casa abbiamo dei piccoli Einstein a quattro zampe, ma pretendiamo che si adattino ad una vita povera di stimoli e assolutamente slegata da ogni sistema naturale. Il primo modo per evitare l’insorgere di problemi comportamentali è soddisfare i bisogni del nostro amico, nel rispetto delle differenze tra la loro e la nostra specie e andando oltre i bisogni primari come bere, mangiare, proteggersi dal freddo o dal caldo ed espletare i propri bisogni fisiologici; un cane deve fare attività olfattiva, esplorativa, sociale, locomotoria, masticatoria, di gioco, attivazione mentale, potrebbe capitare che faccia attività riproduttiva, di aggressione, di vocalizzazione, infondo sono cani, i cani sono anche questo. Quando si parla di attività di aggressione, non si pensa al sangue o ai combattimenti, se un cane è normosocializzato, le ritualizzazioni soppiantano di gran lunga le vere e proprie risse, sebbene i segnali del cane non siano puliti e sicuri come quelli del lupo. Lasciate vivere ai vostri cani una vita piena, nel rispetto delle loro caratteristiche e delle differenze individuali, accompagnateli alla vecchiaia non lasciando che le loro menti si spengano attendendo la fine, l’amore incondizionato che sa regalare un cane ci renderà sempre debitori nei loro confronti.

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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