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EMPATIA E CONTATTO

Spesso, prima di aprire gli occhi la mattina, ancora assonnati e nel buio della stanza allunghiamo la mano per cercare la sveglia che suona, ci rigiriamo nel letto per coccolarci ancora qualche minuto, stropicciamo la faccia contro il cuscino, creando quelle simpatiche pieghe sul viso, portiamo la coperta sotto la guancia per sentire il tessuto morbido di cui è composta, fino a quando ci arrendiamo all’evidenza e scivoliamo fuori dal letto cercando con la punta dei piedi le nostre ciabatte (se avete un retriever probabilmente non le troverete nello stesso posto in cui le avete lasciate), strisciamo lungo le pareti fino al bagno, ci rinfreschiamo il viso con dell’acqua fresca per svegliarci e salutiamo con una carezza il nostro cane o il nostro gatto che arrivano per darci il “Buongiorno”, sentendo il soffice pelo scorrere tra le dita.

Ancora prima di aprire gli occhi ed esserci connessi con il mondo, il tatto diviene parte integrante delle nostre esperienze fisiche ed emotive, dei cinque sensi di cui Madre Natura ci ha fornito, il tatto è in assoluto quello del quale proprio non possiamo fare a meno ma quanti di voi, nella breve storiella che vi ho narrato, hanno notato quante azioni sono collegate al tatto? Proverò a riproporvela con un accento un po’ differente.
Ancor prima di aprire gli occhi la mattina, assonnati e nel buio della stanza allunghiamo la mano per cercare la sveglia che suona ma inavvertitamente muoviamo la mano lungo il muro, gelato dopo una notte d’inverno, ci rigiriamo nel letto per coccolarci ancora qualche minuto, stropicciamo la faccia contro il cuscino di cotone talmente duro che pare inamidato, creando quelle simpatiche pieghe sul viso, portiamo la coperta sotto la guancia ma il tessuto si cui è composta punge e ci arrendiamo all’evidenza di un poco gradevole risveglio scivolando fuori dal letto e cercando con la punta dei piedi le nostre ciabatte sul pavimento gelato e pieno di sabbia, strisciamo lungo le pareti fino al bagno, ci rinfreschiamo il viso con dell’acqua gelida per svegliarci e salutiamo con una carezza il nostro cane o il nostro gatto che arrivano per darci il “Buongiorno”, con il pelo appiccicoso di chi ha passato la notte a far danni in cucina.
Il vostro risveglio è stato ugualmente rilassante? Viene troppo spesso dimenticato il fondamentale ruolo che riveste il TATTO nella nostra esistenza come esseri viventi che interagiscono tra loro e con il mondo. Anche all’interno delle relazioni sociali infatti questo senso ha un’importanza fondamentale. I cuccioli cominciano a stimolare il senso del tatto sin dal primo secondo di vita, ricercando il capezzolo della madre come fonte di cibo e accoccolandosi l’uno vicino all’altro per trovare calore (i cuccioli di cane non sono in grado di termoregolarsi fino al raggiungimento dell’omeostasi sensoriale). Ogni momento della nostra vita è riferito a sensazioni tattili piacevoli o spiacevoli, che portano a creare emozioni positive o negative rispetto alle esperienze che stiamo vivendo. In questo caso non c’è nessuna differenza tra l’applicare questo concetto a noi o al nostro cane, ma siamo certi che le coccole siano per loro sempre un momento piacevole e rilassante? Riportiamo un attimo l’attenzione all’uomo con un semplice esempio, se dal parrucchiere vi rilassate fino quasi ad addormentarvi mentre vi lava i capelli, il tocco e il massaggio che hanno utilizzato ha portato il vostro cervello a produrre ormoni legati a sensazioni di piacevole relax, se al contrario la parrucchiera vi tirasse i capelli e usasse tocchi troppo veloci ed agitati, probabilmente non richiedereste la stessa persona al lavatesta una seconda volta. Spesso invito i miei allievi a notare la risposta del loro animale ai tocchi che loro stanno proponendo, se il cane cerca di divincolarsi o si irrigidisce, il segnale che il “tatto” sta mandando al cervello non è certamente positivo, molto spesso però, il desiderio di contatto del proprietario prevale, trattenendo il cane per la pettorina o il guinzaglio ed obbligandolo a “subire” uno spiacevole trattamento da parte nostra. Il loro modo di “non chiedere più quella persona al lavatesta” è prendere le distanze minime da noi (spesso i cani prendono un metro circa di sicurezza tale per cui se per caso ci venisse in mente di tentare di prenderli, loro potrebbero facilmente evitarlo), tentare di svincolarsi dalla presa, borbottare, ringhiare, fare degli “snap” ovvero “morsi di avvertimento a vuoto” ed in ultimo mordere. Il linguaggio del cane in tal caso diviene un chiaro specchio di un malessere che va compreso, prima saremo in grado di capire e prima potremo cambiare il nostro atteggiamento, rielaborando il concetto di “coccola” che si è creato nella sua mente. Non vi può essere nessuna accezione negativa verso il termine “coccola”, carezzare il vostro amico dev’essere un momento piacevole per entrambi. Proviamo ora insieme a vederne le linee guida per imparare a vivere questo momento con consapevolezze, con  il corpo e con la mente.

1.Essere sullo stesso piano: che sia entrambi sul divano,a terra, su un cuscino non importa, condividete la superficie sulla quale poggiate

2.La vostra mente deve essere rilassata e pronta all’accoglienza. Chiudete gli occhi ed inspirate aria pulita e carica di energia, immaginatevi che questo flusso entri nel vostro corpo caricandosi di tutte le tensioni della giornata, lentamente espirate l’aria carica di negatività. Continuate a respirare tranquillamente in questo modo, senza forzare il respiro e senza controllarlo, semplicemente respirate e rilassatevi.

3.Spegnete la televisione e allontanate il cellulare, potete mettere della musica soft se volete. Questo momento è dedicato a voi e al vostro amico a quattro zampe.

4.Non obbligate mai un’interazione, la spontaneità e la libertà di scegliere sono alla base del piacere e del rispetto

5.Sedetevi dritti con la schiena, non piegatevi sull’animale, quando arriverà da voi partite dal fianco o dallo sterno, carezzate massaggiando lentamente, a mano aperta l’animale, continuando a respirare in modo rilassato e non compiendo nessun movimento in modo rapido o nervoso.

6. Cercate quali sono i suoi punti di piacere e le zone dove il corpo è teso. Se sentite tensioni, cercate di percepirle, non perdete la posizione con il corpo, continuate a respirare lentamente e cercate di modulare le carezze in modo da non essere mai forzate, fermatevi se il cane è infastidito e tornate in un punto di piacere, non dovete far tutto oggi, ricordatevi che questo è un momento di piacevole condivisione.

7.Massaggiate tutto il corpo, la testa, le zampe e la zona del treno posteriore sono i punti più fastidiosi, fate attenzione ma se l’animale ve lo permette, cercate, seduta per seduta, di arrivare a massaggiarlo in ogni punto. Rispettate i suo limiti e i suoi tempi, non esiste una regola comune

8. Sviluppate l’empatia, per cercare di sentire ciò che lui sente e di farne tesoro.

9.Se siete nervosi valutate bene se iniziare un’interazione o no, soprattutto se il vostro cane ha qualche problema a gestire la parte tattile.

10.Non ci sono obbiettivi fissi, godetevi le esperienze, godetevi il viaggio alla scoperta delle emozioni che state percependo e condividendo.

Chiudete ancora gli occhi e concentratevi sul respiro del vostro cane, sulla sensazione che vi da il suo pelo e il suo calore, annullate tutto, in questo momento ci siete solo voi e il vostro cane.
Ora potete riaprire gli occhi e guardare il vostro amico, sorridete e cercate di ricordare le linee guida ogni giorno, godete appieno del privilegio di avere un essere tanto speciale al vostro fianco. Namastè.

NB I consigli dati sono generici, ogni cane è un individuo, ogni situazione potrebbe subire alcune variazioni date dei pregressi dell’animale o della persona, soprattutto se vi sono patologie comportamentali in essere.

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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