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CONDIVIDERE IL TEMPO IN MODO NATURALE

La nostra vita è scandita dal tempo, dal tempo umano intendo, quello segnato dagli orologi che una volta portavamo al polso e ora leggiamo sul nostro smartphone, ci alziamo con la sveglia, mangiamo in pausa pranzo anche se non abbiamo fame, timbriamo il cartellino del lavoro, incastriamo più commissioni possibili nel minor tempo possibile grazie a complicati calcoli matematici e alla fine ci riduciamo a fare la spesa nel week end perché…non avevamo tempo! In questa frenetica esistenza dedichiamo quel che possiamo ai rapporti sociali, molti sono single, altri hanno famiglia con bambini e ciò che parrebbe un controsenso è che sempre più persone decidono di avere un cane, insomma ad un animale bisogna dedicare tempo, cosa ci è saltato in mente? Prendere un cane?? Ma siamo impazziti? Non riusciamo nemmeno a vedere la fine dei film senza crollare distrutti e ci siamo presi un quadrupede da curare? Tutto è decisamente contro le più rosee aspettative ma ciò che convince la maggior parte delle persone a decidere di aumentare il numero degli elementi in famiglia è l’unicità del rapporto che un cane può dare. E’ ormai noto, gli animali sono mediatori sociali, concetto base della pet therapy (nonostante questa sia, ahimè, più concentrata sul bene dell’uomo che su quello degli animali stessi), un cane non giudica, non si lamenta, non ci nega il suo affetto per un vezzo personale, non si vendica, è semplicemente la forma più pura di amore incondizionato che un uomo possa immaginare. E’ semplice comprendere quanto la vita dei nostri  animali domestici si sia snaturalizzata oggi, nessun cane si è evoluto per stare solo in un giardino tutto il giorno ma d’altro canto, nessuna razza (o quasi) è stato selezionata per vivere sul divano attendendo ore ed ore il ritorno del proprietario per il giretto quotidiano. I cani si stanno adattando, l’hanno sempre fatto è vero, hanno persino sviluppato forme di comunicazione ad hoc per farsi comprendere da noi ottusi bipedi ma ora si stanno davvero cercando di adattare alla forma più estrema di vita, la noia. Ma davvero non abbiamo tempo? O utilizziamo male il nostro tempo? Non voglio avere la presunzione di entrare nelle vostre case e giudicare il vostro stile di vita, non prendete questo articolo come una critica ma come un’idea, una pulce nell’orecchio, un input che potete leggere e dimenticare o sulla quale potete riflettere, come feci io. Negli ultimi mesi mi sono ritrovata ad osservare le persone mentre “fanno cose” ed è impossibile non notare quanto gran parte della nostra vita sia vissuta in modo automatico, quotidianamente compiamo gesti dei quali ci rendiamo poco conto, mangiamo guardando la televisione senza pensare al gusto o alla consistenza di quello che stiamo ingerendo, camminiamo pensando a cosa dobbiamo fare nelle ore o nei giorni successivi, guardiamo un tramonto insieme a degli amici o alla persona amata più concentrati a postarne una fotografia su facebook che a godere realmente di quel momento, nella sua unicità, passeggiamo con il nostro cane e in realtà stiamo pensando all’ultima bolletta scaduta che dobbiamo ancora pagare. Il tempo scorre, imperturbabile, per noi e per i nostri animali, ogni volta che camminiamo pensando alla bolletta scaduta, perdiamo istanti preziosi, sensazioni uniche e non ci godiamo il presente. Carpe diem afferma un antico detto latino ma la corsa al progresso ci ha fagocitato, facendoci perdere il gusto di osservare lentamente ciò che accade qui ed ora. Se vi chiedessi di ricordare cosa è successo nell’ultimo giro con il vostro cane voi lo sapreste fare? Sapreste dire se nell’area cani era a suo agio o se il nuovo elemento appena entrato nel gruppo stava mettendolo un po’ troppo alla prova? Se invece avete passeggiato in un bosco, ricordate quali punti hanno attratto la sua attenzione? In quali si è messo in allerta e in che situazioni si è avvicinato per chiedervi aiuto o per condividere con voi quel particolare momento? La vostra mente era consapevole di quello che stavate vivendo o stavate pensando ad altro? Non crediate sia strano, capita a tutti, ogni giorno, ma imparare a vivere il presente in modo cosciente vi può dare una visione differente della stessa realtà, un po’ come se volaste sopra casa vostra con un aereo e vi rendeste conto di cose che dal basso vi sfuggivano, coperte alla vostra vista da un edificio o da un grosso albero. I cani hanno bisogno innanzitutto di proprietari consapevoli. Quando arriva un cucciolo passiamo la maggior parte del tempo a preoccuparci di insegnargli a non sporcare in casa, pur sapendo che fino al completo sviluppo dei suoi organi sarà solo fortuna se lo farà, vogliamo che riporti la palla, che vada al guinzaglio, che non morda le mani, che non salti addosso, stiamo già pensando a quando diventerà un campione in questa o quella disciplina e vogliamo ovviamente che impari tutto ciò che fa un educato cane adulto. Fino ai due/tre anni il nostro amato compagno sarà un turbinio di energie ed ormoni, in alcuni casi davvero difficile da gestire, poi arriverà il momento in cui potremo finalmente godere delle nostre fatiche e saremo in perfetta sintonia con il nostro cane, ma l’età adulta passa in fretta, a sette anni alcuni sono già anziani ed iniziano ad avere i primi sintomi della vecchiaia, cominceremo a ricordare quando erano in perfetta forma fisica e forse allora ci chiederemo se davvero abbiamo goduto di ogni istante passato insieme a loro. Vivere appieno la relazione con il nostro animale vuol dire dare qualità agli attimi passati insieme, dimenticare i cellulari per un po’, imparare ad osservare quello che accade come se fosse la prima volta che fate parte di quella realtà, divenire curiosi ed usare tutti i sensi a nostra disposizione. Esplorare insieme, condividere e proporre. Giocate con il vostro cane a piedi scalzi ( i cani non portano le scarpe), sdraiatevi a terra, provate a guardare la realtà ponendo la vostra vista alla loro altezza, chiudete gli occhi e concentratevi solo sugli odori o sui suoni per qualche minuto, usate il tatto per sentire la consistenza del legno che preferisce e quella di quello che disdegna, annusate l’aria quando vedete il naso del vostro amico alzarsi verso il cielo, scorgerete quanta parte di questo mondo sfugge alle nostre menti sempre impegnate ma non a quelle dei nostri cani, libere dai condizionamenti e dal giudizio. Se avete più cani, l’osservazione diviene ancora più interessante, guardarli muovere, interagire tra loro, ascoltare i suoni acuti o gravi che emettono, scorgere  i movimenti dei loro muscoli facciali, delle code, le linee che tracciano muovendosi sul terreno, le interazioni giocose o i segnali di richiesta di allontanamento, la ricerca del vostro sguardo per condividere un momento di coccole o un “tesoro” trovato a terra, tutto è unico, nulla sarà mai più come vi appare ora. Al termine della passeggiata mettetevi in un luogo tranquillo, chiudete nuovamente gli occhi, ponete una mano sull’addome del vostro cane e provate ad sentire il suo respiro, osservatelo con tutti i sensi a vostra disposizione, provate a capire quali sensazioni sta provando in quel momento, è rilassato o agitato? La passeggiata è stata piacevole per entrambi o potrebbe migliorare? E’ impossibile fermare la mente ma si può imparare ad aprire gli occhi ed osservare il mondo in modo differente, essere presenti in quello che facciamo ci aiuterà a sviluppare la nostra capacità empatica verso chi ci sta vicino, cani o uomini non farà differenza, tutti potremo godere di una modalità diversa di relazione. Impariamo dai nostri cani l’assenza di giudizio e la capacità di vivere qui ed ora, riscopriremo un modo di essere uomini stiamo dimenticando, il tempo della Natura non rintocca con il movimento delle lancette. 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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