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CARONTE

So che stavate attendendo la continuazione dell’articolo precedente, avevo anche iniziato a scriverla, ma più cercavo di finire quell’articolo, più le idee rispetto al nuovo argomento facevano capolino e così, come una doccia fredda faccio il mio coming out, cosciente che questa pausa vi porterà a perdere un po’ il filo del discorso, spero di farmi perdonare con i miei consigli. Vi stavo dunque parlando di come i pensieri si sono palesati spontaneamente e prepotentemente nella mia testa mentre osservavo le persone e i loro cani durante questa torrida ed atrocemente calda estate. Tutto partì da quel tizio con il carlino nero che camminava sotto il sole cocente delle 14, tentai di non giudicare impulsivamente, di dare logiche spiegazioni alla questione (tipo “magari lo sta portando dalla madre che abita in collina al fresco e ha l’auto proprio qui accanto” oppure “forse è l’unica pausa che ha sul lavoro, una pipì veloce e poi stasera lo porterà a fare una passeggiata più serena”) ma più cercavo di dare logiche spiegazioni a quell’illogicità intrinseca, più ai miei occhi si mostrava la cruda realtà. Al singolo carlino nero si unirono altri cani di ogni taglia ed età, alcuni visibilmente anziani e tutti accomunati da un fattore, l’insofferenza al caldo di un anticiclone africano che non si dimenticherà facilmente. Fu a quel punto che la domanda più ovvia spinse via ogni altro pensiero: possibile che quelle persone non comprendessero in che condizioni stavano mettendo i loro amici cani? Preoccupata per i vostri amici ho deciso di spezzare la linearità di concetto per far spazio all’evidenza; serviva una “BREVE GUIDA DI SOPRAVVIVENZA ESTIVA PER QUADRUPEDI”. Partiamo dal concetto scontato che i cani non indossano le infradito o il tipico sandalo da escursionista tedesco, la loro percezione del calore è completamente differente, in questi giorni ho basato parte della mia scelta di itinerari, togliendo il piede dalla scarpa e poggiandolo per qualche minuto a terra per tastare con i miei stessi piedi. La temperatura dell’asfalto è circa il doppio di quella reale e non dimentichiamoci che il grado di umidità nell’aria varia la percezione del calore. Il cambio di esigenze diviene a questo punto necessario. Spesso ho deciso di attendere ancora qualche ora prima di uscire con il mio gruppo canino, oppure ho cambiato luoghi, prediligendo le sponde dei fiumi o superfici coperte da erba o terra, senza asfalto o rocce. Portate sempre dell’acqua fresca con voi, fresca, non gelata! L’acqua troppo fredda rischia di creare shock termici e problemi tra la vaso-costrizione e la vaso-dilatazione, serissimi problemi fisici che potrebbero farvi correre immediatamente dal veterinario per cercare di salvare il cane. Mai combattere il troppo caldo con il troppo freddo, tutto va sempre fatto gradualmente! Bagnate spesso le zampe, il petto, le ascelle e poi la testa dell’animale, partite dal basso, dai piedi, pian piano salite lasciando per ultima la zona gastro-intestinale, per darvi un’idea immaginatevi di entrare camminando nell’acqua di mare, abituando prima le zone periferiche al cambio di temperatura. Non lasciate che il cane beva tutta l’acqua in una lunga sorsata intensa, datene poca per volta, rischiereste la torsione gastrointestinale in caso contrario e credo sia una delle morti più brutte per un cane e difficili da accettare per i proprietari. Se ne sente sempre parlare ma scripta manent dicevano i latini perciò vi consiglio caldamente di NON rasare i cani d’estate, mettetevi nei panni di chi è calvo e di chi ha ancora una folta chioma, quale delle due teste è più in pericolo di ustione e vasodilatazione? Il pelo serve anche a creare uno strato di protezione per l’epidermide e ciò che si trova all’interno del corpo, l’azione corretta durante il periodo estivo è togliere il sottopelo lavando il cane, utilizzando soffiatori dove possibile, spazzole apposite a lama dura, pettinini a denti lunghi e stretti o apposite spazzole –rastrellino (lode a chi le ha inventate) per slanare completamente il cane ma non rasatelo, non state aiutandolo né a percepire meno il calore né a proteggersi meglio da esso. Con la falce di Caronte alle spalle ovviamente la cosa migliore è cercare rogge, piscine, fiumi, laghetti dove fare il bagno, ma non a tutti i cani piace l’acqua, non forzateli mai, rischiereste di creare una fobia e ciò che era nato come un sistema per sollevarlo da un fastidio, creerebbe un problema ben più radicato. Se il cane è giovane o si dimostra impaurito e restio, entrate prima voi in acqua, magari con il suo gioco preferito, non siate insistenti con  lui, create semplicemente la situazione che possa invogliarlo ad avvicinarsi e a giocare con voi. Evitate richiami continui, so che può sembrarvi assurdo ma anche i cani hanno una sorta di “ansia da prestazione”. NON BUTTATELI IN ACQUA E NON FATE LORO SCHERZI! Come possiamo pensare che poi l’acqua potrebbe piacergli? Lasciate che valutino, che provino ad entrare pian piano, date spazio alle loro esperienze cognitive e rispettate i loro tempi. Le prime volte potrebbe decidere di non entrare, oppure per un’estate intera potrebbe stare solo nelle zone dove tocca con le zampe, soprattutto se è gelida, potrebbe anche decidere di vivere per sempre l’acqua in questo modo o magari, acquistata sicurezza, la amerà così tanto da decidere di tuffarsi, ma tutto questo merita rispetto. Solitamente un altro cane amante dell’acqua può essere un aiuto ma non è detto, nel nostro gruppo di cani Naif, Max e Nina sono decisamente, acquatici, Lilo sta quasi solo dove può toccare, anche perché non avendo la coda, tenere un corretto assetto in acqua diviene più complicato, Mirk si bagna le zampe ma non ama nuotare, Buck è decisamente poco acquatico; anche tra i cuccioli di Lilo c’è variabilità, a tre mesi Gastby già si era lanciato in un piccolo nuoto, gli altri fratelli maschi qualche tempo più tardi, Hero ancora non se la sente ma saltella in acqua felice. Ad ognuno i suoi tempi. Nel caso in cui il vostro cane non sia esattamente la reincarnazione della sirenetta, potete aiutarlo ad alleviare la calura creando dei kong gelato. Cos’è un kong? E’ un gioco di gomma dura che ricorda la forma di un Barbapapà (la dolcezza di Barbazoo si fa spazio nei ricordi di una Laura piccina), al centro ha un foro che lo attraversa completamente, quel foro va riempito di cose pastose tipo formaggini, patè di tonno ma d’estate potete utilizzare dei centrifugati di frutta, yogurt di soia o di capra e metterli nel congelatore in modo da creare il vostro “kong gelato”. Un piccolo consiglio, se usate cose molto liquide, mettete un  biscotto sulla base in modo che non esca il contenuto e poggiatelo in una vaschetta inclinandolo di circa 30 gradi e riponete tutto nel freezer fino al congelamento. Ovviamente vale sempre la solita regola, premiate sempre la calma, non quando saltella come un pazzo perché vuole qualcosa o pigola insofferente all’attesa, inutile dirvi che un kong gelato sporcherà un po’ il vostro pavimento, quindi fate in modo che sia all’esterno quando lo consegnate al vostro amico. Per quanto riguarda l’integrazione alimentare è fondamentale specificare che i cani non sudano, quindi non è necessario alcun supporto di sali minerali aggiuntivi, basta acqua sempre fresca, in caso doveste notare eccessiva spossatezza, recatevi dal vostro veterinario per analisi più accurate sul suo stato di salute. L’ultima nota è di carattere legale-sanitario-educativo, il codice della strada non permette di portare i cani legati mentre voi siete in bicicletta (art.182 comma 3), ci sono sport cinofili specifici che lo consentono, ma il tutto avviene sotto stretto controllo veterinario, con allenamenti mirati, stretching, una dieta calcolata in base allo sforzo e si spera, competenza riguardo l’apparato muscolo-scheletrico del cane. Non voglio sminuire il vostro amore e la vostra conoscenza ma obbligare il vostro animale a tenere delle andature su determinati terreni e per un determinato periodo di tempo non è cosa da poco, spesso i proprietari iniziano in primavera o addirittura in estate, senza calcolare l’allenamento, la situazione sanitaria iniziale, le contratture, l’apporto nutrizionale, ciò che potrebbe essere una bella esperienza si tramuta nuovamente in un danno al vostro cane. Credo che il miglior modo per godersi l’aria aperta in bicicletta con il vostro amico, sia l’acquisto di un carrellino per cani, in nord Europa è facile vederli ma anche in Italia il fenomeno è in via di sviluppo, il vostro amico può stare comodamente con voi mentre raggiungete un bel sito naturale dove liberarlo in tutta tranquillità e sicurezza, in alternativa, io preferisco lunghe passeggiate a piedi, godendo dei profumi naturali, del suono dell’acqua o degli animali e attorno ...il silenzio interrotto solo dal gioco del mio pazzo “branco” di quadrupedi.

 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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