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AT HOME ALONE

Uno degli più dibattuti tra i proprietari di cani riguarda il comportamento  dei loro animali quando rimangono a casa da soli. Negli articoli precedenti abbiamo già parlato largamente di come l’urbanizzazione abbia creato un fenomeno di selezione stretta delle razze più sotto un profilo morfologico che funzionale, in contrapposizione con la diminuzione dell’utilizzo del cane nelle attività umane. I cani hanno meno spazio, meno attività sociali e più tempo libero, in pratica, si annoiano per gran parte del loro tempo, soprattutto se sono individui molto attivi ed intelligenti. Per ovviare alla monotonia delle loro giornate,  i nostri amici si inventano le più svariate attività casalinghe: chi fa il giardiniere sistemando l’irrigazione, soprattutto quella a goccia che pare avere sempre difetti di fabbrica, chi fa l’agricoltore ed ara ripetutamente il terreno, fino a creare delle fosse di semina che potrebbero essere riempite da ulivi secolari, chi si da alla vigilanza avvisando i vicini di qualsiasi anomalia si presenti nel loro territorio e chi ancora si improvvisa  restauratore, creando arredamenti all’avanguardia che spesso nessuno comprende (ma si sa, l’arte è arte). Rare eccezioni a parte, i cani sono animali intelligenti che vivono in gruppo, non amano passare tutta la vita nello stesso luogo, senza avere stimoli esterni e talvolta in solitudine, alcuni forse non arriveranno a distruggervi la casa o il giardino ma potrebbero somatizzare il disagio in altro modo, fisico o psichico. Alcuni segnali che possono aiutarvi a comprendere che il livello di stress è salito oltre il limite consentito dal vostro animale sono: leccamenti compulsivi, alopecia, ululati, dermatite, aumento della forfora e pelo opaco, percorsi ripetuti in modo ossessivo, salti con rimbalzo sulle pareti, aggressività dovuta ad eccessivo nervosismo o apparentemente inspiegabile, depressione, girare in tondo cercando di prendere la coda, eccessivo abbaiare, caccia compulsiva a mosche o lucertole, distruttività, feci e minzioni sparse, irrigidimento muscolare costante, gastrite nervosa, aggressività ridiretta. I motivi che possono portare un cane a gestire male il tempo passato in solitudine possono dipendere da una mancata educazione graduale al distacco, da iperattacamento verso il proprietario, dalla noia, da problemi di autocontrollo, da carenza di scarico fisico o di “impiego della mente” da traumi specifici, ogni caso va affrontato tenendo ben presente l'individualità del soggetto, dopo un’attenta valutazione da parte di un educatore o di un veterinario comportamentalista che cercherà di lavorare sulla causa diretta del problema. Nel caso in cui invece aveste un cucciolo o un rescue dog adulto, potrete aiutarlo ad imparare a gestire i distacchi dalla famiglia in modo sano ed equilibrato, probabilmente qualche danno potrebbe anche esserci ma sarà sempre inferiore a quello che sarebbe potuto accadere. Come insegno ad un cane a stare “A CASA DA SOLO”? Innanzitutto procuratevi una bottiglia di succo, una forbice, qualche scatola di cartone di modelli differenti (quelle delle scarpe andranno benissimo), una penna bic, uno straccio o una vecchia coperta (sempre che non distrugga ed ingerisca i pezzi) e dei giochi in plastica dura antimorso(che ne sono di specifici in commercio ), quando avrete tutto il materiale, potremo lanciarci nel nostro Art Attack for dog’s games. Cominciate con una bella passeggiata mattutina, giusto per scaricare l’energia ed espletare i bisogni naturali, poi prendete la bottiglia di plastica, togliete etichetta e tappo e foratela lateralmente, il foro dev’essere circa di 2-3 cm di diametro. Andate a prendere la dose di pappa del vostro cane e mettete parte della porzione nella bottiglia, il resto iniziate a spargerlo per il giardino/casa in modo da scaricare il cane con un’attività pratica mentale che per noi umani è paragonabile alla lettura di un libro. Il resto della porzione potete spargelo in modo disordinato, senza lanciare nulla per non alzare il livello di eccitazione dell’animale che nel frattempo deve essere messo accanto ad aspettare (ma può e deve vedere cosa stiamo facendo nell’ambiente arricchito). Non pretendete che il cane attenda sotto controllo per delle ore, abbiate pietà e lavorate si questo esercizio in sede distaccata. Non mi stancherò mai di ripetere che la ciotola per un cane è pura noia. Iniziate con piccoli distacchi, preparate l’ambiente senza farvi vedere dal cane, liberatelo e lasciate che utilizzi il naso per trovare il cibo. NON FATEVI INTENERIRE!! Quell’espressione da protezione animali è stata studiata nel tempo per creare in voi un comportamento accudente e concessivo ma essere troppo ansiosi o iperprotettivi non paga nel tempo, i vostri animali, come qualsiasi altro essere vivente devono essere in grado di gestire da soli le situazioni di disagio, il vostro ruolo è quello di assicurarvi di avergli dato tutti gli strumenti per farlo. Prendete la coperta e poggiatela in modo disordinato a terra, nascondendo negli anfratti creati l’ultimo terzo della pappa del vostro cane. Ora prendete la Bic, impugnatela saldamente e forate la scatola in molti punti del coperchio, aprite la scatola e mettete la bottiglia di plastica che avete precedentemente riempito nella scatola. I giochi di base del vostro semplice ambiente arricchito sono pronti. E’ importante puntualizzare che tutti i giochi prima di tutto andranno proposti separatamente al vostro cane quando è tranquillo a casa con voi, finchè non sarà in grado di risolverli con sicurezza, non lasciatelo solo, sia per questioni di sicurezza (dovrete essere sicuri che non ingerisca nulla di non commestibile) sia per non metterlo in una situazione ancora più difficile da gestire (nessuno vorrebbe essere lasciato solo affamato in un posto con dei giochi pieni di cibo ma che non mi sento in grado di risolvere). Iniziate a lasciare solo il cane pochi minuti, poi tornate, se tutto va bene potrete riallontanarvi di nuovo allungando i tempi pian piano. NON commettete l’errore di intervenire sgridando il cane o tentando di gestire voi il suo approccio ai problem solving, essere aiutati dagli altri in  toto non  alza l’autostima. Quando uscite e rientrate in casa salutate il vostro cucciolo in modo normale, senza enfatizzare troppo, infondo non state tornando dalla guerra.

 

To be continued…

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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