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AT HOME ALONE PARTE II

Certa della sopravvivenza dei miei lettori e dei loro cani al caldo di Caronte e sperando che i miei consigli vi siano stati utili, posso tornare al tema lasciato in sospeso. Avevamo appena iniziato l’educazione guidata ai distacchi, ponendo l’accento sull’atteggiamento da tenere durante l’entrata e l’uscita di casa. Siate sinceri, quanti di voi, prima di uscire di casa o al ritorno, salutano il cane come se fossero stati chiamati alle armi per un’imminente guerra atomica? Il sorriso sorge spontaneamente anche sul viso più accigliato quando solitamente chiedo se questo tipo di saluto è riservato all’amico a quattro zampe o esteso anche al resto della famiglia, ma allora perché viene fatto? Che sensazioni prova il cane quando il proprietario esce dalla porta dopo un arrivederci così enfatizzato? In realtà anche se con un buon intento, questo comportamento causa più danni di quelli che potete immaginare, il distacco diviene più difficilmente gestibile e l’ansia del cane inizia a salire. Come dargli torto, se pensaste di vedere una persona per l’ultima volta nella vostra vita, non sareste preoccupati persino voi? Una delle innumerevoli teorie cinofile, proponeva di uscire ed entrare di casa senza salutare il nostro fidato amico. Il dubbio mi perseguita, perché l’uomo deve sempre passare dal bianco al nero, senza tenere conto delle innumerevoli sfumature di grigio nel mezzo? Io propongo di tornare a quella che è semplicemente la “spontanea e innocua normalità”. Se entrate in casa, salutate brevemente il vostro cane con un tono dolce e rilassato, se fosse troppo agitato, prendetevi del tempo per le vostre faccende, cercando di non confermare le sue richieste di attenzione eccessive o prepotenti, riservate le coccole quando il suo livello di eccitazione è più contenuto. Potete aiutarlo moltissimo con il vostro atteggiamento ma la gestione corretta delle emozioni è una cosa che deve apprendere da solo, vivendo le esperienze giuste e facendo in modo che queste costituiscano i nuovi substrati sulla quale poggiare le proprie sicurezze. Per quanto riguarda l’uscita di casa, il sistema migliore è creare una sorta di ritualizzazione. Negli anni ho potuto sperimentare le varie teorie e trovo che il rito sia un modo gentile per dare un segnale molto forte, non posso perciò che essere in accordo con quello che il Piccolo Principe disse alla volpe: “Ci vogliono i riti”, ma attenzione, se sbagliate comportamento creerete esattamente il risultato opposto! Per un cane che gestisce male il distacco dal proprietario, mettersi le scarpe, prendere la borsa, le chiavi, salutare con enfasi e aprire la porta per andarsene, crea un effetto ansiogeno che peggiora con il passare del tempo fino a quando l’ansia del cane inizia già ai primi segnali di “abbandono”, dovrete evitare di creare questa catena logica facendo vivere l’esperienza “il rito mi fa comprendere che il mio proprietario tornerà sicuramente da me”. Iniziamo con il FARE TUTTO CON NATURALEZZA, ad esempio, non dovete accendere la tv appena prima di uscire per fare compagnia al cane, semmai potete scegliere di accenderla molto tempo prima di andarvene e non spegnerla mentre uscite, attenzione alla scelta di canali che non abbiano in palinsesto “L’ultimo dei mohicani o Il signore degli anelli, evitiamo sgozzamenti e urla per dar spazio a qualcosa di più zen. Le prime volte le uscite dovranno essere brevissime, un giro attorno alla casa, un caffè veloce al bar di fronte, l’importante è che non vi fermiate appena fuori dalla porta, il vostro cane forse manca di abitudini corrette ma  non d’intelligenza e i suoi sensi sono più sviluppati di quanto pensate. Da quando inizierete a lavorare sui distacchi, dovrete dedicare alcune giornate a questo scopo quindi non prendere impegni inderogabili e non preoccupatevi di sembrare ridicoli. Ricordatevi sempre che chi sembra fare cose assurde quando educa il cane, spesso passa il resto della vita con il suo amico in serenità, stimato dagli amici e benevolmente invidiato dai passanti che hanno problemi con il loro quattrozampe. Un altro piccolo accorgimento nel caso in cui il cane inizi ad agitarsi quando ve ne state andando, è  il “mescolare le carte” ovvero cambiare l’ordine delle azioni che normalmente svolgete. Nella pratica, mettetevi le scarpe, prendete le chiavi, la borsa e… sedetevi sulla poltrona a leggere o a guardare la tv, dopo qualche minuto togliete le scarpe, lasciate la borsa e uscite di casa per una breve passeggiata (per non allarmare i vicini sul vostro stato mentale preparate un paio di scarpe fuori dalla porta), dopo qualche ora cambiate ancora lo schema e ogni volta variate la durata delle uscite, cercando di essere più graduali possibile nello svolgere l’esercizio. Un buon modo di capire come procedono realmente le cose a casa è accendere la webcam e registrare cosa accade nella stanza quando voi siete fuori. Il cane è rimasto tranquillo? Ha abbaiato un po’ e poi si è chetato o l’ansia l’ha turbato così tanto da non permettergli di trovare pace? Rimanere molto vicino alla porta dal quale siamo usciti è tendenzialmente un segnale di ansia più alto rispetto a quello che può avere un cane che gironzola per casa rilassato o si trova il suo angolo per riposare. Abbaiare, grattare, ululare, distruggere, camminare avanti e indietro, fare pipì o feci sparse, sono tutti comportamenti legati ad una frustrazione esistente. L’intensità del disagio e l’eventuale presenza di una patologia potranno però essere valutate solo da un veterinario comportamentalista o da un rieducatore comportamentale. Quando sarete certi che il vostro cane non prova alcuna sensazione di malessere vedendovi uscire e rientrare poco dopo, iniziate ad introdurre il piccolo rito. Di solito io uso un kong riempito di pappa o un torciglione da masticare da dare qualche minuto prima di aprire la porta, ricordate sempre che il cibo, il gioco, l’attenzione o il “permesso” di svolgere una particolare azione, non premiano solo il comportamento che il cane ha deciso di avere in quel momento ma anche le emozioni stesse che l’hanno accompagnato. State perciò molto attenti, premiare un cane seduto che abbaia o “pigola” vuol dire in realtà insegnare ad essere impaziente e a gestire male le attese, premiare un cane in piedi sulle quattro zampe, con le orecchie rilassate, la muscolatura non tesa e la coda che manifesta serenità, vuol dire iniziare ad insegnare al cane a gestire le emozioni in modo corretto, se decidesse di mettersi a terra o seduto ancora meglio ma lasciate che i suoi comportamenti si manifestino spontaneamente, vi aiuterà moltissimo a capire che sensazione sta provando il cane in quel momento. Ricapitolando, avete i giochi di attivazione mentale pronti a terra, i torciglioni da dare quando sarete certi che il cane sa attendervi con serenità, potete cominciare a fare brevi uscite mescolando un po’ le azioni che svolgete prima di aprire la porta, non dovete salutare il cane come condannati a morte  prima della gogna ma compiere ogni passo con l’assoluta tranquillità di chi la sera torna a casa dal suo caro amico a quattro zampe e i primi passi verso una buona abitudine al distacco sono pronti.. Un’ultima cosa, se vi venisse voglia di suggerire degli argomenti per questa rubrica, fatelo pure in redazione, cercherò di accontentarvi e non mancherò di ringraziarvi per le nuove idee. Buona giornata a tutti, ci rivediamo a settembre.

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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