Torna Indietro

AREE CANI

La nostra esponenziale crescita demografica sta distruggendo gli areali di ogni creatura ma la cosa più buffa è l’ipotetico grafico che si verrebbe a creare volendo porre in termini matematici lo sviluppo delle aree urbane in ascissa e l’incremento del numero dei cani in ordinata, persino io che non amo follemente la matematica sorrido all’andamento che si delineerebbe. La rivoluzione industriale portò le persone a sciamare in massa verso le città alla ricerca di lavoro e uno stile di vita apparentemente migliore, la vita cittadina si prospettava meno adatta al possesso di cani e molte famiglie non portarono con sé i propri compagni. Il motivo per cui gli abitanti rurali avevano uno o spesso più cani era fondamentalmente la guardia e l’aiuto nel lavoro o nella caccia, i casi in cui un cane riusciva a far parte integrante della famiglia erano decisamente la minoranza e gli scienziati che si cimentavano sullo studio dell’etologia di questi animali, dei pionieri. Questo panorama non rendeva necessaria la costruzione di aree di sgambamento o di centri cinofili che dessero la possibilità di fare attività sportive varie o di intervenire in caso di problematiche comportamentali, in effetti molti cani vivevano in modo più “naturale” rispetto ai ritmi che imponiamo loro oggi, la vita accanto all’uomo era più dura e la selezione più ferrea, sia in modo indotto che in modo spontaneo. Probabilmente un cane aggressivo veniva legato o soppresso, un cane iperattivo finito in qualche guaio e un cucciolo con qualche disabilità o deficit veniva non sarebbe sopravvissuto (non che queste cose ancora non avvengano). Gli anni ’80 cambiarono profondamente le cose, aziende specializzate cominciano a produrre alimenti per cani, chiunque avesse un’età almeno scolare può ricordare la pubblicità con l’allevatore di spinoni che nutriva i suoi cani con il cibo “fatto apposta per loro”, aumenta la ricerca del cane di razza e gli anni seguenti vedranno il boom dell’industria del pet, neologismo coniato per indicare “l’animale addomesticato preso per piacere più che per utilità” (cit. da Merriam-Webster dictionary on line).  Parallelamente a questo sviluppo, gli anni ’90 vivono il cambiamento rispetto alla struttura delle famiglie tradizionali, aumentano i single e diminuisce proporzionalmente il concetto di comunità integrata, cresce il senso di solitudine e la voglia di avere un animale d’affezione. Le città si riempiono di ogni sorta di animale domestico o esotico e i problemi di convivenza sociale legati ad essi. Se nelle campagne i cani ancora oggi vivono in modo più simile a qualche decennio fa, nelle aree urbane diventò necessario definire luoghi e spazi adeguati a loro, nacquero così le aree di sgambamento. Il lato positivo dell’esistenza di questi luoghi è la possibilità di far relazionare il cane in modo libero anche in zone urbane, il lato negativo è che il nostro compagno non può andarsene o scegliersi gli amici, spesso non ha spazio sufficiente per sottrarsi a situazioni che lo mettono a disagio e talvolta le aree cani divengono un campo minato che richiede non poca capacità atletica per evitare i ricordi degli ospiti precedenti.

Quali sono perciò le regole del bon ton del galoppatoio canino?
Innanzitutto è necessario porre attenzione all’avvicinamento e all’entrata: se il livello di eccitazione del nostro cane è alto, le probabilità che qualcosa vada storto aumenteranno esponenzialmente, è utile perciò passeggiare un po’ prima di arrivare nella zona di sgambo.
Controllare se sono già presenti dei cani, quali sono le loro caratteristiche e come sono le loro competenze sociali. Questa parte implica un minimo di conoscenza riguardo la comunicazione canina e sebbene potrà sembrarvi abbastanza semplice, vista la vastità di informazioni che ci bombardano attraverso libri, programmi televisivi, radio e internet, è proprio questa massa spropositata di notizie che rende il compito arduo. Reperire le indicazioni corrette in questo complesso universo di educatori cinofili ufficiali ed ufficiosi non è cosa da poco, potrebbe accadervi di incrociare lo sguardo su un libro che contiene informazioni aggiornate così come di inciampare su un volume che riporta dati obsoleti che devieranno senza accorgervi il vostro modo di “tradurre” il linguaggio canino.
Se all’interno dell’area vi sono già cani, chiedete gentilmente ai proprietari di richiamare il loro amico a quattro zampe, che probabilmente nel frattempo si sarà già avvicinato alla porta d’entrata incuriosito dalla presenza dell’ultimo arrivato. Immaginatevi di entrare ad una festa, trovarvi sulla porta e vedere tutti i presenti che improvvisamente lasciano le loro attività per dirigersi verso di voi, la questione risulta sufficientemente imbarazzante già a livello mentale figuriamoci se lo vivessimo nella realtà, ovviamente la stessa regola varrà per i nuovi arrivati quando voi sarete dentro. Ricordatevi inoltre di non orientare mai voi stessi e il cane in direzione del cancello (peggio ancora se state trattenendolo, sarebbe come caricare il colpo in canna e sparare nello stesso momento in cui il moschettone viene sganciato dal guinzaglio), cercate semplicemente di distrarre i cani in modo da mantenere un clima rilassato e tranquillo per i nuovi arrivati.  Indicate eventuali problemi fisici e assicuratevi sempre che i cani all’interno non abbiano patologie trasmissibili (ad esempio la cosiddetta “tosse da canile”).
Non entrate mai con i cani in braccio! Alzereste la curiosità dei presenti, creando eccitazione generale, salti per raggiungere ed annusare il nuovo arrivato con la possibilità di creare aggressioni insensate. Una volta entrati dirigetevi in modo calmo verso una zona libera e sganciate il guinzaglio prima che il vostro cane sia assalito da una massa di consimili. Non tenete il cane al guinzaglio, qualsiasi situazione che impedisca la libertà di movimento può mettere in allerta il vostro amico e sfalsare la sua comunicazione, anche in questo caso non è complesso metterci nei suoi panni e pensare a come potremmo sentirci se entrando alla già citata festa, fossimo legati ad un percorso obbligato e ad interazioni che vorremmo evitare. Lasciate giochi e cibo fuori dall’area, non potete sapere quanto sia alta la motivazione e la possessività dei cani presenti rispetto a queste risorse, spesso vedo i proprietari lanciare una pallina in mezzo ad un gruppo numeroso di cani semisconosciuti e mi chiedo se non abbiano mai giocato a pallamano nella loro vita. Perché? Perché creare ipotetiche possibilità di conflitto dove apparentemente potrebbero non essercene? Cosa pensate accadrebbe se lanciassero un biglietto da cinquecento euro da un grattacielo e cadesse sulla folla? Informatevi rispetto al sesso dei cani presenti e state attenti ai periodi di calore delle femmine intere. “Attenti” vuol dire che, essendo un’area libera, una femmina in periodo fertile potrebbe essere entrata anche un’ora prima, in tal caso probabilmente voi non potreste saperlo ma i suoi odori interessanti si troverebbero comunque all’interno dell’area, creando tensioni soprattutto tra cani interi in età giovanile, ovvero in quel momento della vita in cui gli immaturi maschi testano i livelli del loro carattere e la loro forza. State sempre attenti a quello che fa il vostro cane. A tal proposito mi viene in mente un episodio che vidi in un’area cani a Bologna; stavo cercando di entrare con due dei miei cani e quello di un amico quando mi accorsi della presenza di un altro cane all’interno, del proprietario non c’era traccia, girai attorno all’area e guardai nel parcheggio, nulla, ad un certo punto scorsi in un’auto un uomo che leggeva giornale, vedendomi scese ed entrò nell’area a riprendersi l’animale. La questione “richiamo” durò almeno altri cinque minuti, il cane non aveva minimamente voglia di tornare da lui, abbastanza stupefatta dalla naturalezza e dall’insensatezza della questione chiamai il mio amico che mi confermò quanto già pensavo: quell’uomo, per il suo cane, era fondamentalmente il taxi che lo portava da casa al parco e con il quale lui non aveva alcun legame affettivo. La tristezza mi pervase.

To be continued…


I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

Page generated in 0.1007 seconds.