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Aree cani parte II

Continuiamo a parlare di aree di sgambamento, se il vostro amico a quattro zampe è ancora un cucciolo con un’età inferiore ad un anno, dovrete avere un occhio di riguardo per lui. Si sono susseguite molte scuole di pensiero negli ultimi anni, da quella del “non farlo socializzare perché poi non ti da più retta”, passando per  “sono cani, sanno intendersi tra loro, lascia che socializzi liberamente con tutti”,  fino ad approdare a “prima di farlo socializzare devi avere una valutazione comportamentale fatta da un esperto”. Sebbene in molti casi “l’esperto” fossi io, credo che sia necessario tornare ad un equilibrio delle cose. Voi pretendereste che vostro figlio di dieci anni gestisca, in modo corretto e senza frustrazione alcuna, l’interazione con sociopatici tendenti all’aggressivo? Lo terreste in casa per evitare qualsiasi brutta esperienza? Oppure lo mandereste preventivamente da uno psicologo per fare un’analisi caratteriale e in seguito a quella decidere chi deve frequentare? Non credo, ma se avesse 25 anni, stesse specializzandosi in qualche ramo di psicologia e avesse maturato un bagaglio di informazioni ed esperienza tale da sapersi muovere in modo da non creare situazioni pericolose, allora credo sareste più tranquilli e vi fidereste di lui. Ovviamente stiamo parlando di persone, ma se riportassimo la comparazione ai nostri amici quadrupedi, non pensate che sarebbe meglio anche per loro avere il tempo di maturare, vivere una serena infanzia, con piccoli stress facili da gestire, imparare a misurarsi con l’altro, a stemperare la tensione con il gioco, a rimanere calmi piuttosto che avere traumi infantili o situazioni troppo complesse da vivere per degli esserini che si sono da poco affacciati al mondo? Quello che vi consiglio perciò, in questo gennaio 2015 è di far fare al vostro cucciolo semplicemente “il cucciolo”, di non sostituirvi a lui nelle esperienze, di lasciare che sbagli ed impari ma di tutelarlo nel presentare difficoltà che può gestire senza credere di “non potercela fare”, questo non vuol dire non farlo socializzare, esattamente il contrario, bisogna solo cercare i cani giusti, maestri saggi di vita, un po’ come in “Karate Kid”, “Kung Fu Panda” o in “The peaceful warrior”, un film che amo molto.  La stessa attenzione dovremo porla se il nostro amico è fobico-insicuro o se è potenzialmente aggressivo. Cerchiamo sempre di avere rispetto anche per gli altri cani, ognuno di noi ha il diritto di entrare nelle aree ma è migliaia di volte più importante la qualità del tempo che passano all’interno più che la quantità. A proposito di scorrere del tempo, cerchiamo di comprendere che le zone di sgambamento non sono libere da regole, se nessuno sta attendendo potrete sostare finchè volete ma se l’orario è affollato, tutti hanno il diritto di usufruire della possibilità di sganciare il proprio cane, la mia libertà finisce quando inizia quella altrui. Un altro caso che mi torna alla memoria è quello di un’area cani nel paese limitrofo al mio. Stavo attendendo un’amica al parco quando ricevetti la telefonata che annunciava il suo ritardo, la zona è provvista di area cani perciò mi avvicinai al cancello per entrare con la mia pastorella australiana Lilo, in un batter di ciglia mi trovai un gruppo di sette cagnolini arrabbiatissimi a difendere la zona d’entrata, alzai lo sguardo e vidi che all’interno c’erano due famiglie, in totale tre bambini, sette cani, due mamme e una lauta merenda, il felice gruppetto stava improvvisando un pic nic e non comprese nemmeno perché decisi di non mettere me e Lilo in quella situazione. Non diamo per scontato che gli altri debbano adattarsi ad ogni nostra abitudine, le aree cani non sono esenti da buona educazione, lasciamo figli e panini all’esterno dell’area e quando più di due cani con noi, chiediamo al nuovo arrivato se la cosa può creare problemi, gestiamo i nostri animali al meglio e non impossessiamoci di ciò che è di tutti. Apriamo una parentesi sul discorso della possessività, i cani sono individui e come tali hanno preferenze, esigenze e caratteristiche differenti, alcuni di loro possono ammassarsi in un gioco tipo rugby senza manifestare alcun tipo di aggressività, altri segnalano di non esagerare con la confidenza, altri ancora manifestano di tenere maggiormente ad alcune risorse, potrebbero perciò usare atteggiamenti di aggressività ritualizzata per difendere cibo, acqua, giochi, cose di proprietà della famiglia o direttamente il proprio compagno umano. Se il nostro cane ha un pro sociale immenso, non possiamo pensare che per tutti sia lo stesso, sarebbe come standardizzare tutti i cani in un “modello” perfetto, sappiamo che la perfezione non esiste! Cerchiamo perciò di informarci sulle caratteristiche caratteriali degli altri amici presenti nell’area, non obblighiamoli alle interazioni umane o canine, lasciamo avvenire gli eventi in modo spontaneo e rispettiamo il loro spazio. Non obblighiamo i cani a correre, se sentono la necessità di farlo, inizieranno in modo autonomo. Un ultimo punto che vorrei sviluppare è l’empatia, la comprensione di come si sente il vostro cane quando frequenta le zone di sgambo. Tempo fa ebbi un allievo che aveva la ferma idea di portare il suo cane al parco per farlo socializzare, l’idea di per sé era buona ma i comportamenti che il proprietario mi descriveva non erano in linea con quello che delineeremmo come “gioia”, così accompagnai il mio allievo due gambe e quello a quattro zampe al parco. Quello che vidi era un bellissimo affiatamento tra loro, la voglia di condividere e giocare, fino a quando non entrò un altro cane, in quel momento tutto finì, la felicità della cagnolina svanì con la stessa velocità con cui si era inizialmente manifestata, la cosa curiosa è che la cagnolina fuori da quell’area non aveva alcun problema ad interagire con gli altri cani, la sensazione di “costrizione” creava in lei una frustrazione tale da allontanare tutti, anche chi potenzialmente, in altre situazioni, sarebbe stato un piacevole compagno di giochi. Il mio consiglio perciò in questo caso è: leggete, fate esperienza, createvi una mente critica, ascoltate le idee di tutti ma prima di seguire qualche consiglio, seguite il vostro cuore, le vostre sensazioni e apritevi all’empatia. Vi ho rubato troppo tempo, so che dovete andare al parco ora. Quasi dimenticavo un importante avviso: non fate finta di nulla quando è necessario raccogliere le deiezioni del vostro cane, a tutti piace calpestare un’area pulita e in questo modo limiterete le infestazioni di parassiti intestinali, eviterete malattie e visite dal veterinario e avrete conseguenze positive anche per il vostro portafoglio. 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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