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Allevatore, privato o canile?

Se il nostro screening personale ha funzionato, ora abbiamo le idee chiare su che tipo di cane sia perfetto per noi e siamo pronti a compiere il passo successivo e prepararci all’arrivo del nuovo membro della famiglia.

Se decidete di adottare un cane dal canile; la prima cosa che dovremo fare sarà recarci presso alcune strutture vicine negli orari di apertura al pubblico e chiedere del responsabile per le adozioni. I cani sono generalmente tantissimi e la cosa peggiore che possiamo fare è lasciarci depistare dall’aspetto estetico o trasportare da ricordi personali e focalizzarci su soggetti che somigliano a qualche amico a quattro zampe ormai scomparso, i cani sono individui unici. Solitamente quelli con gli occhi azzurri, colorazioni particolari, di taglia medio-piccola e i cuccioli hanno una permanenza in canile molto più breve rispetto al maschio nero di taglia grande o al cane anziano. Quello che deve guidarci nella scelta è il carattere e le esigenze specifiche di quell’animale. Nelle strutture che hanno una gestione responsabile delle adozioni, l’iter prevede un colloquio o la compilazione di un questionario sulle nostre abitudini di vita, dove vivrà il cane, il tempo che avremo da dedicare a lui. Non bariamo! Nessuno vuol violare la nostra privacy, le domande che ci vengono poste servono, sia per avere il quadro generale della situazione, sia per proporci alcuni soggetti che potranno integrarsi perfettamente nel nostro nucleo famigliare. 

 

Non lasciamo che l’emozione ci colga impreparati, la cosa migliore è prenderci il tempo per conoscere il nostro nuovo ipotetico compagno, fare qualche passeggiata con lui, viverlo anche all’esterno del canile, fare domande agli operatori riguardo le sue abitudini e peculiarità. Se ci fossero altri animali in casa, sarebbe bene farlo presente, sicuramente l’ultima cosa che vogliamo è l’insorgere di liti tra i vecchi e i nuovi inquilini.

Credo sia doveroso per me spendere qualche parola sull’adozione dei cani anziani, alcuni di loro, apparentemente senza problemi, talvolta esteticamente attraenti, dolci e coccoloni, osservano lo scorrere del tempo tra le mura del canile. Spesso il motivo pare essere incomprensibile agli operatori ma man mano che gli anni passano, le loro probabilità di trovare una nuova famiglia diminuiscono. Il mio lavoro mi ha insegnato che non bisogna dare limiti al tempo, tante situazioni sarebbero perfette per l’adozione di un cane più maturo ma la maggior parte delle volte i probabili adottanti camminano vicino ai cani più maturi dando solo un breve sguardo, talvolta i cani anziani paiono fantasmi. I ricordi alle spalle di questi cani possono avere creato dei traumi ma è disarmante come molto spesso il loro bisogno di un contatto sia preponderante e quanto affetto sappiano dare questi nonnetti.

Se a casa vive già un cane giovane e un po’ agitato, la presenza di un adulto correttamente socializzato potrebbe essere di grande aiuto per l’acquisizione degli autocontrolli, se ho poco tempo da dedicare all’attività fisica e mentale del mio amico a quattro zampe, potrebbe essere perfetto un cane di sette anni ed oltre mentre un cucciolo rischierebbe di  annoiarsi e iniziare a distruggere parti della casa o del giardino.

Certo è che i cani finiscono in canile per le motivazioni più svariate, negli anni ho davvero sentito un elenco di giustificazioni tali da poter creare un libro, “100 bugie per sbarazzarvi del vostro cane”: la più tipica è l’allergia al pelo, sconosciuta pare fino a quel momento, aggressività che derivano dalla gestione errata dell’animale che vanno scomparendo quando il cane cambia famiglia, cani che crescono troppo o al quale si allunga troppo il pelo per il gusto personale dell’ex proprietario, cani che ahimè non imparano a sporcare sul traversino dell’angolo del balcone, animali portati in canile in seguito a nascite di figli, traslochi o addirittura perché intralciano la signora proprietaria mettendosi in mezzo alla cucina quando lei deve cucinare. Ovviamente non tutti questi cani hanno realmente dei problemi, talvolta questi amici rimangono in attesa del “loro umano” e quando lo trovano sono fantasticamente perfetti.

 Forse molti di voi non si sono mai recati in un canile e son certa che l’immaginario rispetto a questo luogo sia vasto e vario. Alcuni credono che i cani vengano ancora soppressi (in Italia è vietato dalla Legge Nazionale 281 del 1991), altri evitano di entrare per paura di scoppiare in lacrime ed uscire con il cuore spezzato, sebbene non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi nel manifestare empatia, questo limita le opportunità di adozione dei cani ospiti.

Se il nostro compagno perfetto fosse proprio lì ad aspettarci? Le strutture in Italia sono molto differenti, alcune gestite a livello privato, altre dall’asl e altre in parte da entrambi, alcune di esse hanno ampi margini di miglioramento ma altre sono decisamente all’avanguardia, con percorsi di recupero per i cani con problemi comportamentali e formazione del personale addetto.

Spesso i cani ospiti hanno alle spalle vissuti intensi e tristi, potrebbero avere traumi o carenza di esperienze, alcuni potrebbero necessitare dell’aiuto di un professionista del settore, altri solo di tempo, pazienza e di un po’ più di attenzione da parte nostra. 

Per evitare incomprensioni e conflitti, sarà fondamentale saper comunicare correttamente soprattutto con i cani adulti. Le librerie sono ormai stracolme di volumi sul linguaggio dei cani, ma mi raccomando, scegliete con cura, controllate la biografia dell’autore, non lasciatevi depistare dal potere dei mass media, leggete qua e là qualche stralcio e se vi parla di regole della leadership, vi consiglia di fingere di mangiare dalla ciotola del vostro cane prima di lui, di usare strumenti coercitivi (come i collari a strangolo) o di porre zainetti con i pesi sulla schiena del cane per farlo stancare,  riponetelo, i concetti sono obsoleti e sono sicura che troverete di meglio. 

I consigli del nostro Educatore

Laura Sabbadini

Laura Sabbadini, educatrice cinofila, ha mostrato sin da piccola una grande passione verso gli animali. La sua svolta personale e professionale è avvenuta durante l'esperienza di volontaria all'interno di un canile, dopo essere diventata istruttrice, Laura ha fondato l' Associazione Ca'Nina, dedicata alla sua labrador nera, la sua più grande maestra di vita.

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